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UN GRANDE ABBRACCIO QUANTISTICO
Da qualche numero avete notato come argomento l' intelligenza finanziaria. Sono convinto che questa libertà di coscienza possa aiutare molti a migliorare anche il proprio stato di salute e di relazione. Ricordate che in ogni materia vi sono presenti tutti gli stati di realtà, compreso quello non - locale ( spirituale). Se vi piace, invitate altre persone a iscriversi
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sul sito: www.quantumedicine.com/article/nuovofile268.html
Argomenti di questa newsletter: 1)
Un Campo
Unificato della Coscienza – di John
Hagelin 2)
LA TUA ETA'?
E' UNA QUESTIONE DI TESTA… 3)
Ammalarsi di povertà Il pensiero di questa settimana " II successo viene spesso a chi osa passare all'azione.Raramente va dai timidi che spesso hanno paura delle conseguenze." Jawaharlal Nehru
E' in vendita la raccolta di tre anni delle newsletters dalla numero 1 alla numero 50, formato.pdf a €.15.00, pgg.205. Vedi l' indice degli argomenti. Sarà spedita per e-mail a chi ne fa richiesta a gaetano.conforto2@tin.it Ecco la testimonianza di chi ha reso possibile quest'opera: "Con questo “opuscolo” si è voluto raccogliere le newsletter che Gaetano Conforto ha trasmesso via e-mail (dal 10 agosto 2003 al 12 luglio 2006) a tutte le persone che si sono iscritte accedendo al suo sito http://www.quantumedicine.com/article/article.html Gli argomenti trattati sono per me come “perle di saggezza”, “il pane quotidiano” , “l’acqua che disseta e purifica il corpo-mente”. Leggere ed approfondire i temi riportati aiutano la mente a trovare vigore e forza, a vedere le cose che ci circondano in modo diverso, a scoprire che la realtà dipende esclusivamente da noi, da come la vogliamo vedere e conseguentemente creare. Trovare il bello, l’aspetto positivo, anche in una cosa o episodio che siamo abituati a classificarli come “negativi”, ci aiuta a stare bene, ad avere il giusto entusiasmo per crescere alla ricerca di obiettivi sempre più “elevati”. By Romeo ________________________________________________________________________
Un Campo
Unificato della Coscienza – di John
Hagelin Mentre la coscienza di veglia rappresenta una forma
complessa di consapevolezza corrispondente ad uno stato complesso del
funzionamento neurofisiologico, il cervello è capace anche di assumere stati
più semplici e più integrati di funzionamento, che soggettivamente
corrispondono a stati più silenti e più unificati di consapevolezza. Secondo
quanto risulta dall'esperienza diretta, e alla scienza Vedica della coscienza
dalla quale deriva la meditazione, l'intelligenza umana, come l'intelligenza
della natura, è strutturata gerarchicamente in strati - dal grossolano al
sottile, dall'eccitato al non eccitato, e dal diversificato all'unificato. Mentre noi generalmente siamo consapevoli solo dei livelli
più attivi e superficiali della mente che sono coinvolti nel pensiero, nella
percezione e nell'azione, l'esperienza rivela che ogni pensiero subisce una
microgenesi "verticale" da una forma seme o meno eccitata o olistica
fino ad una manifestazione più condensata e articolata concretamente, dove
finalmente è disponibile alla consapevolezza conscia e partecipa nel processo
dell'esperienza e dell'azione. In altre parole, l'esperienza della meditazione rivela un
vasto regno di livelli sottili della mente e del processo cognitivo che
tipicamente resta al di fuori dell'esperienza conscia. Questi livelli più
profondi della mente sono sperimentati come causalmente prioritari,
intrinsecamente più dinamici, e progressivamente più astratti, completi ed
unificati - parallelamente ai livelli più fondamentali di intelligenza
riscontrati in natura. Soggettivamente, questi stati unificati di consapevolezza
emergono quando la mente sperimenta sistematicamente stadi più astratti e
fondamentali nello sviluppo del pensiero. Pertanto, come la mente diviene meno
e meno localizzata dai limiti specifici di un pensiero, la consapevolezza
diventa corrispondentemente più espansa. Quando l'impulso più debole di un
pensiero o di una sensazione viene "trasceso" in questo modo, la coscienza
è lasciata da sola a sperimentare se stessa. In questo stato di pura coscienza,
lo stato più semplice e meno eccitato della consapevolezza umana, la coscienza
viene sperimentata come un campo puramente astratto ed illimitato. Il seguente è un tipico racconto di questa esperienza: Appena divento consapevole spontaneamente dei livelli più
fondamentali ed astratti dell'oggetto dell'attenzione durante la meditazione, i
limiti rigidi dell'oggetto iniziano a sfumare. Come l'oggetto diventa sempre
meno localizzato ed il fuoco dell'attenzione inizia ad espandersi, la
comprensione diventa sempre più illimitata. Quando l'impulso più debole
dell'oggetto si dissolve e non vi è un contenuto localizzato dell'esperienza,
la mia consapevolezza è completamente illimitata. Rimango con l'esperienza di
un campo puro, astratto, universale di coscienza, non localizzato da uno
specifico contenuto o da un'attività della mente, soltanto il Sé vigile nella
sua stessa natura illimitata. Da un punto di vista strutturale, la coscienza ordinaria di
veglia è caratterizzata dalla triplice struttura dell'"osservatore"
(campo vivo della soggettività stessa), del "processo di
osservazione" (il meccanismo del pensiero e della percezione), e
l'"osservato" (il contenuto o oggetto dell'esperienza). Così, nella
coscienza di veglia, c'è sempre un oggetto di percezione, che sia un oggetto
grossolano dell'esperienza sensoriale, un pensiero, o semplicemente una
sensazione astratta. Sebbene l'"oggetto di percezione" fornisca il
contenuto sostanziale dell'esperienza di veglia, sia l'osservatore che il
processo di osservazione sono necessariamente presenti anch'essi. A livelli più profondi di consapevolezza, l'oggetto della
percezione è sperimentato come più intimo al soggetto, ovvero la separazione
tra l'"osservatore" e l'"osservato", che è una
caratteristica che definisce l'esperienza di veglia, diventa meno distinta.
Nello stato meno eccitato della coscienza, i tre componenti essenziali
dell'esperienza di veglia - osservatore, processo di osservazione ed osservato
- sono unificati in una struttura di pura coscienza auto-interagente. Questo
stato di pura coscienza è chiamato samhita [letteralmente: coscienza unificata]
nella scienza Vedica di Maharishi Mahesh Yogi. Questo stato unificato di coscienza è caratterizzato dal
sorgere di un insieme unico di cambiamenti fisiologici e neurofisiologici
indicanti profonda integrazione e coerenza del funzionamento cerebrale. La
ricerca fisiologica su questo stato iniziò con il lavoro di R.K.Wallace, che
evidenziò dall'elettroencefalogramma (EEG), dalla resistenza elettrica cutanea
e da altri indicatori metabolici che un quarto stato di coscienza [oltre i tre
noti di veglia, sogno e veglia] avrebbe potuto instaurarsi nel corso della
pratica della meditazione. Numerosi studi successivi hanno confermato che il
complesso integrato di cambiamenti fisiologici che avvenivano spontaneamente
durante la pratica della meditazione è consistente con l'esistenza di un quarto
stato basilare di coscienza. Il termine "basilare" è usato per
indicare che questo stato di coscienza sembra essere universalmente accessibile
e altrettanto naturale degli stati di coscienza di veglia, sogno e sonno
profondo. [...] L'esistenza di uno stato di coscienza unificato
sottostante e la disponibilità di procedure pratiche sistematiche per
investigare questo stato, è stata annunciata da molti ricercatori come una
nuova fondazione empirica per una teoria psicologica unificata e la base di una
completa scienza della coscienza. Inoltre, queste pratiche meditative largamente disponibili
forniscono una base sistematica, riproducibile, scientifica per l'esplorazione
dei livelli più profondi della mente e della coscienza, e pertanto permettono
un paragone dettagliato della struttura della mente umana e le strutture più
profonde dell'intelligenza evidenziate in natura. http://www.ipotesi.net/ipotesi/hagelin.htm
______________________________________________________________________________________ Nei numerosi libri, divenuti ormai best seller in tutto il
mondo, il Dott. Deepak Chopra
propone un programma di benessere e vitalità che unisce la filosofia orientale
con il modo occidentale. Oggi Chopra si appresta ad affrontare uno dei temi che
maggiormente coinvolgono l’umanità: l’invecchiamento.
“Noi siamo antichi ed eterni”, dice Chopra nel suo modo di parlare che richiama
le sue origini orientali. “andiamo e veniamo in numerose forme – la nostra
essenza non è il corpo. Nei miei libri e nei miei seminari, spiego come far
funzionare meglio il corpo, e quindi mantenersi giovani. E’ come prendersi cura
della propria auto per godersela a lungo”. Poiché l’umanità ha compiuto passi enormi per combattere le
malattie ed eliminare la maggior parte dei nemici “naturali” dell’uomo, gli
esseri umani spesso muoiono a tarda età. Grazie ai progressi della medicina la
percentuale di persone che rientrano nella cosiddetta terza età sta crescendo
rapidamente, ma non sempre vivono meglio. Molte malattie che affliggono gli
abitanti dei paesi occidentali oggi, sono legati al fattore età. E mentre
viviamo di più, la gravità di alcune nostre malattie aumentano con l’avanzare
degli anni. Nel suo ultimo libro Chopra suggerisce di accettare la
nostra età cronologica, ma di rovesciare la nostra età biologica e psicologica
per ritornare al benessere fisico ed emozionale della nostra giovinezza.
Secondo Chopra ci sono dai 10-15 elementi che segnano l’età, quali ad esempio: -La
pressione sanguigna Fortunatamente possiamo invertire o rallentare questi
indicatori. La nuova arma contro le rughe e zampe di gallina è gratis e a
disposizione di tutti: si chiama forza
del pensiero. Sì, perché a ringiovanire davvero si parte dalla testa.
“Io non ho la macchina del tempo: ma sono convinto che, con il potere della
mente, abbinato ad una serie di abitudini sane, si possa riconquistare la
salute fisica ed emozionale della propria giovinezza” spiega Chopra, 55 anni
all’anagrafe, ma con l’aspetto di un quarantenne. “L’età è la perdita graduale
di energia, ma è anche un concetto, assieme a quello di tempo e di spazio, che
abbiamo acquisito e che quindi possiamo disimparare. Smettiamo di pensare al
nostro corpo come e ad un insieme di cellule destinate a deteriorarsi. Iniziamo
invece a concepirlo come l’unione di tante particelle, in contatto con
l’energia dell’universo. Energia che è eterna e immortale”. Chopra spiega le 10 cose che possono aiutare nel rallentare
il processo di invecchiamento. La cosa più importante è cambiare la percezione di chi siamo. Egli suggerisce di pensare a
noi stessi 10-15 anni più giovani della nostra età attuale. “La prima cosa è la
percezione – cambiando la percezione del tempo –cercando la parte di noi stessi
che è senza tempo e che giace nella mente”. In pratica ti basterà pensare di
avere dieci anni in meno, perché il tuo corpo inizi a ringiovanirsi. Certo, non
è come realizzare un desiderio con la bacchetta magica! Affinché il meccanismo
cominci a funzionare, occorre esercizio e impegno costante. E soprattutto
bisogna imparare a concentrarsi sul proprio obiettivo, e lui ci dice come:
“Chiudete gli occhi. Diventate consapevoli del vostro respiro, lasciando andare
qualunque tensione possiate aver accumulato nel corpo. Scegliete ora l’età,
compresa nell’arco degli ultimi quindici anni, che vorreste avere a livello
biologico. Questo significa possedere le capacità fisiche e mentali di una
persona di quell’età in buone condizioni fisiche, desiderare che i biomarker riflettano
quell’età specifica, e apparire e sentirsi come a quell’età, questo diventa il
vostro Biostat. Così come un termostato regola la temperatura di una stanza a
un livello definito, allo stesso modo il vostro Biostat influenza direttamente
il vostro corpo di energia, trasformazione e intelligenza. Mantenendo il vostro
Biostat all’interno della vostra consapevolezza, potete influenzare il vostro
modo di pensare, il vostro umore e il vostro comportamento. Dopo aver
individuato tale punto, affermatelo cinque volte al giorno. Vi suggerisco di
eseguire questo rituale al risveglio, prima di colazione, del pranzo, della
cena e dell’ora di andare a dormire. Chiudete gli occhi e ripetete almeno tre
volte mentalmente ognuna delle seguenti frasi: Ogni giorno io aumento in
ogni modo le mie capacità fisiche e mentali. Il mio Biostat è fissato all’età
di __ anni. Io appaio e mi sento come un __ in ottima forma. Alcuni giorni dopo aver iniziato a eseguire questo rituale
comincerete a pensare e a comportarvi al livello del vostro Biostat. Tutte le
vostre abitudini verranno influenzate, e soprattutto si modificheranno la
vostra percezione e il modo di sperimentare la vostra età biologica. Credete
nel vostro Biostat e nel suo potere organizzativo e questa nuova credenza darà
forma alla vostra nuova biologia”. http://www.hiperformance.it/rassegna_stampa.php?action=visone&id=34&id_sottosez=48
_________________________________________________________________________________ Ammalarsi di povertà È noto da tempo che gli individui con un basso status
socioeconomico sono soggetti a rischi di malattia notevolmente più elevati e
hanno una vita media più breve rispetto a chi fa parte degli strati più ricchi
della società. Ma le spiegazioni tradizionali, cioè che i poveri hanno meno
accesso all’assistenza sanitaria e una maggiore incidenza di stili di vita
dannosi non possono giustificare da sole l’enorme differenza nei dati sanitari. Recenti studi indicano che lo stress psicosociale collegato
alla povertà potrebbe far aumentare il rischio di molte malattie. Lo stress
cronico derivato dal vivere in un quartiere degradato e violento, per esempio,
potrebbe aumentare la predisposizione del soggetto a malattie cardiovascolari,
depressione e diabete. Altri studi hanno mostrato una correlazione tra
disuguaglianza di reddito e cattive condizioni di salute negli Stati Uniti.
Alcuni ricercatori ritengono che i poveri si sentono più poveri, e di
conseguenza vivono uno stress maggiore, nelle comunità in cui esistono grandi
divari tra i redditi più alti e quelli più bassi. http://www.lescienze.it/specialarchivio.php3?id=11798
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Vi ricordo i miei
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