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 CARI ISCRITTI ALLA NEWSLETTER

UN GRANDE ABBRACCIO QUANTISTICO

 


 Ecco la 54° newsletter!

          Da qualche numero avete notato come argomento l' intelligenza finanziaria.

Sono convinto che questa libertà di coscienza possa aiutare molti a migliorare

anche il proprio stato di salute e di relazione. Ricordate che in ogni materia vi sono

presenti tutti gli stati di realtà, compreso quello non - locale ( spirituale).

          Se vi piace, invitate  altre persone a iscriversi a questa newsletter!

Trovate la versione integrale sul sito: www.quantumedicine.com/article/nuovofile268.html

Argomenti di questa newsletter:

1)  Un Campo Unificato della Coscienza – di John Hagelin( anche in What the bleep do we know )

2) LA TUA ETA'? E' UNA QUESTIONE DI TESTA…

3) Ammalarsi di povertà

          Il pensiero di questa settimana " II successo viene spesso a chi osa passare all'azione.Raramente va dai timidi che spesso hanno paura delle conseguenze."

Jawaharlal Nehru

 

          

          E' in vendita la raccolta di tre anni delle newsletters dalla numero 1 alla numero 50,  formato.pdf a €.15.00, pgg.205. Vedi l' indice degli argomenti. Sarà spedita per e-mail a chi ne fa richiesta a gaetano.conforto2@tin.it

Ecco la testimonianza di chi ha reso possibile quest'opera:

          "Con questo “opuscolo” si è voluto raccogliere le newsletter che Gaetano

Conforto ha trasmesso via e-mail (dal 10 agosto 2003 al 12 luglio 2006) a

tutte le persone che si sono iscritte accedendo al suo sito

http://www.quantumedicine.com/article/article.html

          Gli argomenti trattati sono per me come “perle di saggezza”, “il pane

quotidiano” , “l’acqua che disseta e purifica il corpo-mente”.

          Leggere ed approfondire i temi riportati aiutano la mente a trovare vigore e

forza, a vedere le cose che ci circondano in modo diverso, a scoprire che la

realtà dipende esclusivamente da noi, da come la vogliamo vedere e

conseguentemente creare.

          Trovare il bello, l’aspetto positivo, anche in una cosa o episodio che siamo

abituati a classificarli come “negativi”, ci aiuta a stare bene, ad avere il giusto

entusiasmo per crescere alla ricerca di obiettivi sempre più “elevati”.

By Romeo

 
                                                                                                                                                

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  Un Campo Unificato della Coscienza – di John Hagelin

 

Mentre la coscienza di veglia rappresenta una forma complessa di consapevolezza corrispondente ad uno stato complesso del funzionamento neurofisiologico, il cervello è capace anche di assumere stati più semplici e più integrati di funzionamento, che soggettivamente corrispondono a stati più silenti e più unificati di consapevolezza. Secondo quanto risulta dall'esperienza diretta, e alla scienza Vedica della coscienza dalla quale deriva la meditazione, l'intelligenza umana, come l'intelligenza della natura, è strutturata gerarchicamente in strati - dal grossolano al sottile, dall'eccitato al non eccitato, e dal diversificato all'unificato.

Mentre noi generalmente siamo consapevoli solo dei livelli più attivi e superficiali della mente che sono coinvolti nel pensiero, nella percezione e nell'azione, l'esperienza rivela che ogni pensiero subisce una microgenesi "verticale" da una forma seme o meno eccitata o olistica fino ad una manifestazione più condensata e articolata concretamente, dove finalmente è disponibile alla consapevolezza conscia e partecipa nel processo dell'esperienza e dell'azione.

In altre parole, l'esperienza della meditazione rivela un vasto regno di livelli sottili della mente e del processo cognitivo che tipicamente resta al di fuori dell'esperienza conscia. Questi livelli più profondi della mente sono sperimentati come causalmente prioritari, intrinsecamente più dinamici, e progressivamente più astratti, completi ed unificati - parallelamente ai livelli più fondamentali di intelligenza riscontrati in natura.

Soggettivamente, questi stati unificati di consapevolezza emergono quando la mente sperimenta sistematicamente stadi più astratti e fondamentali nello sviluppo del pensiero. Pertanto, come la mente diviene meno e meno localizzata dai limiti specifici di un pensiero, la consapevolezza diventa corrispondentemente più espansa. Quando l'impulso più debole di un pensiero o di una sensazione viene "trasceso" in questo modo, la coscienza è lasciata da sola a sperimentare se stessa. In questo stato di pura coscienza, lo stato più semplice e meno eccitato della consapevolezza umana, la coscienza viene sperimentata come un campo puramente astratto ed illimitato.

Il seguente è un tipico racconto di questa esperienza:

 

Appena divento consapevole spontaneamente dei livelli più fondamentali ed astratti dell'oggetto dell'attenzione durante la meditazione, i limiti rigidi dell'oggetto iniziano a sfumare. Come l'oggetto diventa sempre meno localizzato ed il fuoco dell'attenzione inizia ad espandersi, la comprensione diventa sempre più illimitata. Quando l'impulso più debole dell'oggetto si dissolve e non vi è un contenuto localizzato dell'esperienza, la mia consapevolezza è completamente illimitata. Rimango con l'esperienza di un campo puro, astratto, universale di coscienza, non localizzato da uno specifico contenuto o da un'attività della mente, soltanto il Sé vigile nella sua stessa natura illimitata.

 

Da un punto di vista strutturale, la coscienza ordinaria di veglia è caratterizzata dalla triplice struttura dell'"osservatore" (campo vivo della soggettività stessa), del "processo di osservazione" (il meccanismo del pensiero e della percezione), e l'"osservato" (il contenuto o oggetto dell'esperienza). Così, nella coscienza di veglia, c'è sempre un oggetto di percezione, che sia un oggetto grossolano dell'esperienza sensoriale, un pensiero, o semplicemente una sensazione astratta. Sebbene l'"oggetto di percezione" fornisca il contenuto sostanziale dell'esperienza di veglia, sia l'osservatore che il processo di osservazione sono necessariamente presenti anch'essi.

 

A livelli più profondi di consapevolezza, l'oggetto della percezione è sperimentato come più intimo al soggetto, ovvero la separazione tra l'"osservatore" e l'"osservato", che è una caratteristica che definisce l'esperienza di veglia, diventa meno distinta. Nello stato meno eccitato della coscienza, i tre componenti essenziali dell'esperienza di veglia - osservatore, processo di osservazione ed osservato - sono unificati in una struttura di pura coscienza auto-interagente. Questo stato di pura coscienza è chiamato samhita [letteralmente: coscienza unificata] nella scienza Vedica di Maharishi Mahesh Yogi.

Questo stato unificato di coscienza è caratterizzato dal sorgere di un insieme unico di cambiamenti fisiologici e neurofisiologici indicanti profonda integrazione e coerenza del funzionamento cerebrale. La ricerca fisiologica su questo stato iniziò con il lavoro di R.K.Wallace, che evidenziò dall'elettroencefalogramma (EEG), dalla resistenza elettrica cutanea e da altri indicatori metabolici che un quarto stato di coscienza [oltre i tre noti di veglia, sogno e veglia] avrebbe potuto instaurarsi nel corso della pratica della meditazione. Numerosi studi successivi hanno confermato che il complesso integrato di cambiamenti fisiologici che avvenivano spontaneamente durante la pratica della meditazione è consistente con l'esistenza di un quarto stato basilare di coscienza. Il termine "basilare" è usato per indicare che questo stato di coscienza sembra essere universalmente accessibile e altrettanto naturale degli stati di coscienza di veglia, sogno e sonno profondo.

[...] L'esistenza di uno stato di coscienza unificato sottostante e la disponibilità di procedure pratiche sistematiche per investigare questo stato, è stata annunciata da molti ricercatori come una nuova fondazione empirica per una teoria psicologica unificata e la base di una completa scienza della coscienza.

Inoltre, queste pratiche meditative largamente disponibili forniscono una base sistematica, riproducibile, scientifica per l'esplorazione dei livelli più profondi della mente e della coscienza, e pertanto permettono un paragone dettagliato della struttura della mente umana e le strutture più profonde dell'intelligenza evidenziate in natura.

 

http://www.ipotesi.net/ipotesi/hagelin.htm


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LA TUA ETA'? E' UNA QUESTIONE DI TESTA…

 

Nei numerosi libri, divenuti ormai best seller in tutto il mondo, il Dott. Deepak Chopra propone un programma di benessere e vitalità che unisce la filosofia orientale con il modo occidentale.

Oggi Chopra si appresta ad affrontare uno dei temi che maggiormente coinvolgono l’umanità: l’invecchiamento. “Noi siamo antichi ed eterni”, dice Chopra nel suo modo di parlare che richiama le sue origini orientali. “andiamo e veniamo in numerose forme – la nostra essenza non è il corpo. Nei miei libri e nei miei seminari, spiego come far funzionare meglio il corpo, e quindi mantenersi giovani. E’ come prendersi cura della propria auto per godersela a lungo”.

Poiché l’umanità ha compiuto passi enormi per combattere le malattie ed eliminare la maggior parte dei nemici “naturali” dell’uomo, gli esseri umani spesso muoiono a tarda età. Grazie ai progressi della medicina la percentuale di persone che rientrano nella cosiddetta terza età sta crescendo rapidamente, ma non sempre vivono meglio. Molte malattie che affliggono gli abitanti dei paesi occidentali oggi, sono legati al fattore età. E mentre viviamo di più, la gravità di alcune nostre malattie aumentano con l’avanzare degli anni.

Nel suo ultimo libro Chopra suggerisce di accettare la nostra età cronologica, ma di rovesciare la nostra età biologica e psicologica per ritornare al benessere fisico ed emozionale della nostra giovinezza. Secondo Chopra ci sono dai 10-15 elementi che segnano l’età, quali ad esempio:

-La pressione sanguigna
-Struttura ossea
-Massa muscolare
-Metabolismo
-Livello ormonale
-Vista e udito
-Consistenza della pelle

Fortunatamente possiamo invertire o rallentare questi indicatori. La nuova arma contro le rughe e zampe di gallina è gratis e a disposizione di tutti: si chiama forza del pensiero. Sì, perché a ringiovanire davvero si parte dalla testa. “Io non ho la macchina del tempo: ma sono convinto che, con il potere della mente, abbinato ad una serie di abitudini sane, si possa riconquistare la salute fisica ed emozionale della propria giovinezza” spiega Chopra, 55 anni all’anagrafe, ma con l’aspetto di un quarantenne. “L’età è la perdita graduale di energia, ma è anche un concetto, assieme a quello di tempo e di spazio, che abbiamo acquisito e che quindi possiamo disimparare. Smettiamo di pensare al nostro corpo come e ad un insieme di cellule destinate a deteriorarsi. Iniziamo invece a concepirlo come l’unione di tante particelle, in contatto con l’energia dell’universo. Energia che è eterna e immortale”.

Chopra spiega le 10 cose che possono aiutare nel rallentare il processo di invecchiamento. La cosa più importante è cambiare la percezione di chi siamo. Egli suggerisce di pensare a noi stessi 10-15 anni più giovani della nostra età attuale. “La prima cosa è la percezione – cambiando la percezione del tempo –cercando la parte di noi stessi che è senza tempo e che giace nella mente”. In pratica ti basterà pensare di avere dieci anni in meno, perché il tuo corpo inizi a ringiovanirsi. Certo, non è come realizzare un desiderio con la bacchetta magica! Affinché il meccanismo cominci a funzionare, occorre esercizio e impegno costante. E soprattutto bisogna imparare a concentrarsi sul proprio obiettivo, e lui ci dice come: “Chiudete gli occhi. Diventate consapevoli del vostro respiro, lasciando andare qualunque tensione possiate aver accumulato nel corpo. Scegliete ora l’età, compresa nell’arco degli ultimi quindici anni, che vorreste avere a livello biologico. Questo significa possedere le capacità fisiche e mentali di una persona di quell’età in buone condizioni fisiche, desiderare che i biomarker riflettano quell’età specifica, e apparire e sentirsi come a quell’età, questo diventa il vostro Biostat. Così come un termostato regola la temperatura di una stanza a un livello definito, allo stesso modo il vostro Biostat influenza direttamente il vostro corpo di energia, trasformazione e intelligenza. Mantenendo il vostro Biostat all’interno della vostra consapevolezza, potete influenzare il vostro modo di pensare, il vostro umore e il vostro comportamento. Dopo aver individuato tale punto, affermatelo cinque volte al giorno. Vi suggerisco di eseguire questo rituale al risveglio, prima di colazione, del pranzo, della cena e dell’ora di andare a dormire. Chiudete gli occhi e ripetete almeno tre volte mentalmente ognuna delle seguenti frasi: Ogni giorno io aumento in ogni modo le mie capacità fisiche e mentali. Il mio Biostat è fissato all’età di __ anni. Io appaio e mi sento come un __ in ottima forma.

 

Alcuni giorni dopo aver iniziato a eseguire questo rituale comincerete a pensare e a comportarvi al livello del vostro Biostat. Tutte le vostre abitudini verranno influenzate, e soprattutto si modificheranno la vostra percezione e il modo di sperimentare la vostra età biologica. Credete nel vostro Biostat e nel suo potere organizzativo e questa nuova credenza darà forma alla vostra nuova biologia”.

http://www.hiperformance.it/rassegna_stampa.php?action=visone&id=34&id_sottosez=48

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Ammalarsi di povertà

 

È noto da tempo che gli individui con un basso status socioeconomico sono soggetti a rischi di malattia notevolmente più elevati e hanno una vita media più breve rispetto a chi fa parte degli strati più ricchi della società. Ma le spiegazioni tradizionali, cioè che i poveri hanno meno accesso all’assistenza sanitaria e una maggiore incidenza di stili di vita dannosi non possono giustificare da sole l’enorme differenza nei dati sanitari.

Recenti studi indicano che lo stress psicosociale collegato alla povertà potrebbe far aumentare il rischio di molte malattie. Lo stress cronico derivato dal vivere in un quartiere degradato e violento, per esempio, potrebbe aumentare la predisposizione del soggetto a malattie cardiovascolari, depressione e diabete.

Altri studi hanno mostrato una correlazione tra disuguaglianza di reddito e cattive condizioni di salute negli Stati Uniti. Alcuni ricercatori ritengono che i poveri si sentono più poveri, e di conseguenza vivono uno stress maggiore, nelle comunità in cui esistono grandi divari tra i redditi più alti e quelli più bassi.

 

http://www.lescienze.it/specialarchivio.php3?id=11798

 

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Vi ricordo i miei siti:

www.gaetanoconforto.com: dove trovate date della Scuola, novità, articoli, MP3, e altro ancora.

www.lamedicinadellaluce.com: i capitoli del libro descritti, oltre ad articoli sempre interessanti.

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Gaetano Conforto

 

 

 

 

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