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UN GRANDE ABBRACCIO QUANTISTICO

 


 Ecco la 57° newsletter.......tutta Fisica Quantistica e.......Dio.

          Da qualche numero avete notato come argomento l' intelligenza finanziaria.

Sono convinto che questa libertà di coscienza possa aiutare molti a migliorare

anche il proprio stato di salute e di relazione. Ricordate che in ogni materia vi sono

presenti tutti gli stati di realtà, compreso quello non - locale ( spirituale).

          Se vi piace, invitate  altre persone a iscriversi a questa newsletter!

Trovate la versione integrale sul sito: www.quantumedicine.com/article/nuovofile274.html

Argomenti di questa newsletter:

1)  Relazione sul Congresso Mondiale di Medicina Integrata tenuto a Roccamorice- Pescara

2) La guerra tra stringhe e quanti

3) Fisica, le misteriose particelle protagoniste di un test storico

4) Dell'Incertezza. Interpretazioni della Teoria Quantistica

Pensiero settimanale da meditare: " I grandi pensieri parlano soltanto alle menti dedite al pensare, ma le grandi azioni parlano a tutto il genere umano" Emily P. Bissel      

Vedi un pensiero" divino " in formato PPT "

Seminario Il Potere dell' Intenzione

         1)  Dal 13-14 Ottobre e 3-4 Novembre " Il Potere dell' Intenzione " a Roma. Chiama Paola 338.2135062.

         2)  Il 20-21 Ottobre presso il centro  MAHA DEVA   Il Potere dell' Intenzione
CASCINA OROLOGIO 2
  Frazione Boschi 27020 - Travacò Siccomario (PV)
tel.- 0382/48.28.09 - fax - 0382/49.29.33
info@mahadeva.it    www.mahadeva.it

         3)  Dal 10-11 Novembre e 15-16 Dicembre " Il Potere dell' Intenzione " a Milano. CHiamare il 347.76.11.091

Vedi il Programma, ascolta la conferenza  MP3 seguendola con le DIA, e vedi la videoconferenza.( anche in 38 kb ). Se qualche file non si apre andate al sito www.gaetanoconforto.com e cercate nel link MP3.

 

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          E' in vendita la raccolta di tre anni delle newsletters dalla numero 1 alla numero 50,  formato.pdf a €.15.00, pgg.205. Vedi l' indice degli argomenti. Sarà spedita per e-mail a chi ne fa richiesta a gaetano.conforto2@tin.it

Ecco la testimonianza di chi ha reso possibile quest'opera:

          "Con questo “opuscolo” si è voluto raccogliere le newsletter che Gaetano

Conforto ha trasmesso via e-mail (dal 10 agosto 2003 al 12 luglio 2006) a

tutte le persone che si sono iscritte accedendo al suo sito

http://www.quantumedicine.com/article/article.html

          Gli argomenti trattati sono per me come “perle di saggezza”, “il pane

quotidiano” , “l’acqua che disseta e purifica il corpo-mente”.

          Leggere ed approfondire i temi riportati aiutano la mente a trovare vigore e

forza, a vedere le cose che ci circondano in modo diverso, a scoprire che la

realtà dipende esclusivamente da noi, da come la vogliamo vedere e

conseguentemente creare.

          Trovare il bello, l’aspetto positivo, anche in una cosa o episodio che siamo

abituati a classificarli come “negativi”, ci aiuta a stare bene, ad avere il giusto

entusiasmo per crescere alla ricerca di obiettivi sempre più “elevati”.

By Romeo

 
                                                                                                                                                

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  Relazione sul Congresso Modiale di Medicina Integrata

tenuto a Roccamorice- Pescara

 

27/09/2006 

ore 13.04 

Salute 

LA MEDICINA PARALLELA PARTECIPA AL TERZO CONGRESSO MONDIALE DI MEDICINA INTEGRATA A ROCCAMORICE IN ABRUZZO  

PESCARA\ aise\ - Si è svolto il 15, 16 e 17 settembre scorsi, presso il Monastero di Santo Spirito sulla Maiella, a Roccamorice in Abruzzo, il "Terzo Congresso di Medicina Integrata".
Il Congresso si è svolto con enorme successo, sia grazie alla eccellente organizzazione, curata dal Sindacato SIHEN e dalla Fondazione dei Ricercatori per la vita, sia per la qualificazione dei relatori, professori universitari, medici, naturopati, ricercatori e le loro esposizioni che hanno reso possibile ed hanno caratterizzato l’alto livello di questo incontro.
Il Congresso si è proposto come un ponte fra medicina ufficiale e medicine naturali, dando voce a chi non riesce a farsi sentire ed ha portato avanti il concetto della Experienced Based Medicine, molto vicino alla medicina naturale e a quella dei primordi.
Francesco Palumbo, Sindaco di Roccamorice d’Abruzzo ha dato il benvenuto ai presenti, mentre Vera Paola Termali, Presidente SIHEN, ha aperto i lavori del congresso: a lei è seguito il saluto di Samorindo Peci, Presidente della Fondazione Ricercatori per la Vita. Domenica Verona Natoli, giornalista scientifica, Presidente della delegazione SIHEN in Grecia e dell’Associazione "Centro di Ricerche Bio-naturali di Medicina Parallela" ha presentato l’operato più che decennale svolto dai ricercatori della Medicina Parallela in Grecia e dati statistici basati sulle ricerche e gli studi scientifici effettuati. La giornalista ha anche illustrato il testo: "Medicina Parallela – Escursus – 10 anni di storia".
Vari i temi trattati: Giovanni Liccardo, Presidente Confintesa, ha parlato della tutela dei naturopati in Europa; Margaret Straus, America, ha discusso di "Curare l’incurabile. La terapia nutrizionale del Dott. Max Gerson per la cura e la prevenzione del cancro"; Padre Carlo Emilio Ratti, medico, biologo e iridologo, è intervenuto su "L’iridologia per la prevenzione"; Sergio Audasso, Presidente del Neurobic group of Italy, su "I pensieri che uccidono: dal pensiero virale al pensiero vitale – Utilizzo dei pensieri e delle parole come terapia"; Tullio Simoncini, medico chirurgo, oncologo, su "Il cancro è un fungo"; Gaetano Conforto, medico chirurgo, farmacologo clinico, omotossicologo, su "La fisica quantistica e la ricerca spirituale". Inoltre, Maurizio di Leo, erborista, ricercatore, ha dicscusso de "Il Lapacho, tintura madre spagirica: un valido aiuto per candidosi, disbiosi intestinale, intolleranze alimentari ed allergie"; mentre Maurizio Pianezza, medico chirurgo, ha illustrato il tema "Nuovi approcci nella terapia del cancro: innovativa modulazione della "Target and Differentiation Therapy".
Tra gli altri, sono intervenuti: Alberto Mondini, Presidente dell’ARPC e della FILST; Gianni Ferrario, consulente e formatore aziendale, attore, esperto in Yoga della risata e comicoterapia; Domenica Arcari Morini, ricercatrice, dirigente del Centro "Vis Sanatrix Naturae"; Flavio Gandini e Samantha Fumagalli, fondatori dell’Associazione culturale Vega; Giuseppe Nacci, medico chirurgo, specializzato in Medicina Nucleare; Di Sang Y. Whang, della Corea del Sud, ingegnere, scienziato; Paolo Pontiggia, medico chirurgo, ematologo ed oncologo; Andrea Fredi, uno dei primi allievi di Craig; Elisabetta Pontiggia, medico chirurgo, oncologo, specializzata in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese; Samorindo Peci, medico chirurgo, endocrinologo, direttore Istituto Scienze Metaboliche dell’Università Campus Bio-Medico, che ha relazionato sui "Codici Biologici", offrendo agli intervenuti tante possibilità di riflessione. Anche il suo appello a quanti si sentono dei Ricercatori e non hanno possibilità di procedere, è stato accolto con grande entusiasmo. Il messaggio è stato quello di non arrendersi mai, di cercare e ricercare e soprattutto sperimentare per dimostrare la veridicità di ogni teoria e poter smentire così quanti ritengano di possedere il vero sapere.
I lavori del Congresso si sono conclusi con la benedizione di Padre Bissariona ed il canto di "Santo Spirito" dal gruppo dei Ragazzi del Lago. (aise)
 

Editrice SOGEDI s.r.l. - Reg. Trib. Roma n°15771/75 

lunedì 2 ottobre 2006

 

 

 

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La guerra tra stringhe e quanti

intervista con LEE SMOLIN di ADAM ROGERS

18/9/2006 - ENEL Magazine

 

L'UNIVERSO ha un problema. La relatività generale, formula matematica che descrive la gravità e la struttura dello spazio-tempo, è in conflitto con la meccanica quantistica, quella che descrive le interazioni tra particelle subatomiche. Negli ultimi vent'anni, l'approccio più diffuso per unificare i due mondi è stata la teoria delle stringhe, secondo cui in sostanza l'universo sarebbe costituito da filamenti vibranti d'energia di grandezza infinitesimale in grado di attraversare le varie dimensioni. Un'ipotesi stravagante, ma non più insolita di molte altre tesi scientifiche. Nel suo nuovo libro, The Trouble With Physics, il teorico Lee Smolin sostiene però che la teoria delle stringhe non sia solo stramba, ma addirittura errata. Smolin, che è stato tra i fondatori del Perimeter Institute for Theoretical Physics di Waterloo, in Ontario, la definisce "non convincente" - forse perfino non scientifica - affermando che i fisici abbiano deciso di sposarla a scapito di altre direzioni di ricerca molto più promettenti. Wired lo ha intervistato, nella sua casa di Toronto, a proposito della comunità scientifica e della vera natura dell'universo.

Lei sta liquidando come spazzatura un caposaldo fondamentale della fisica moderna.

Non la metterei proprio in questi termini, ma ha ragione. La fisica teoretica è in crisi, e questo libro cerca di spiegarne il perché. Tuttavia, provo un enorme rispetto per tutti coloro di cui sto criticando il lavoro. Se la teoria delle stringhe è uno sbaglio, non è certo una svista di bassa lega, quanto piuttosto un errore di fondo e pertanto degno di stima.

Eppure lei in sostanza accusa i sostenitori della teoria delle stringhe di essere la lobby della fisica teoretica.

Molti si lamentano che tale comunità, che si vanta di essere un'élite dominante - e in effetti lo è, in molte parti degli Stati Uniti - non mostri alcun interesse per la qualità del lavoro altrui. E in effetti è così. Quando organizziamo dei convegni sulla gravità quantistica, cerchiamo sempre di invitare un rappresentante di ognuna delle ipotesi alternative alla nostra, compresa la teoria delle stringhe. Per il meeting annuale internazionale sulla teoria delle stringhe loro non lo hanno mai fatto.

Perché sono così asociali? La ritiene una questione di territorialità?

La metafora che più mi piace utilizzare per riferirmi a questo problema deriva dalla teoria della complessità. Mettiamo che ci si trovi in un'area piena di colline, e si voglia trovare quella più alta. La teoria delle stringhe è una collina, la gravità quantistica è un'altra, i modelli a schiuma di spin un'altra ancora, così come la teoria dei torsori, quella dei set casuali o delle mebrane. Alcuni scienziati sono ottimi arrampicatori. Li metti su un declivio, e cominciano a far inarrestabilmente progredire la scienza. Altri sono bravi esploratori, attraversano le valle e scoprono nuove montagne. Il problema è che al momento la nostra scienza è dominata dagli scalatori. Hanno trovato la vetta, e ora...

... la stanno difendendo.

Esattamente. Solo che nel frattempo la verità è là fuori, da qualche parte.

Ha affermato che la teoria delle stringhe non ha presentato nessuna previsione dimostrabile. Cosa intendeva?

Beh, l'ipotesi era che la geometria che descrive il nostro universo fosse composta da quattro dimensioni "piatte" più sei curve ma così infinitesimali da non poter essere viste. Il problema è: una volta curvate alcune dimensioni, se ne deriva un numero infinito di geometrie in cui le stringhe possono propagarsi.

In effetti è un problema...

Lo è, ma non siamo ancora al punto. Sappiamo che l'espansione del nostro universo sta accelerando, il che vuol dire che la cosiddetta costante cosmologica dev'essere un numero positivo. All'inizio tutti pensavano che la teoria delle stringhe fosse assolutamente incompatibile con tale dato. Nel 2003 sono state scioperte alcune prove dell'efficacia della teoria delle stringhe anche in caso di costante cosmologica positiva. Ma se vogliamo modificare l'ipotesi per ogni evenienza, allora possiamo avere anche 10500 teorie diverse.

Quindi potrebbe esserci una teoria delle stringhe per qualsiasi obiezione.

Le faccio un esempio: tutte le teorie delle stringhe, finora, hanno affermato che la velocità della luce è universale. Altre ipotesi conformi alla gravità quantistica sostengono però che in effetti la velocità della luce sia aumentata nel tempo. E un esperimento del Gamma Ray Large Area Space Telescope, che verrà lanciato l'anno prossimo, lo verificherà. Così ho detto: se la velocità della luce non è universale, v uol dire che la teoria delle stringhe non è valida. Ma i suoi sostenitori hanno ribattuto che potrebbero inventarne delle versioni che funzionino in entrambi i casi. Vuol dire cambiare la stessa nozione di scienza. E non si può fare ricerca su queste basi.

Mi lasci anticipare le reazioni al suo libro: è solo il frutto del risentimento di uno che sta dalla parte sbagliata.

Tanto per cominciare, negli ultimi vent'anni ho pubblicato diciotto saggi tecnici sulla teoria delle stringhe, l'ultimo appena un anno fa. Ma se proprio volessi accettare la sua previsione, diciamo che scrivere è anche questo. La scienza avanza più velocemente quando c'è dibattito. Questo libro è rivolto ai miei colleghi tanto quanto al pubblico comune.

Come pensa che risponderanno i teorici delle stringhe?

Probabilmente replicheranno che la teoria delle stringhe funzionerà, che ci sta solo mettendo del tempo, ma che ha già dimostrato di essere abbastanza valida da far capire che vale la pena di portarla avanti. Io però non metto in dubbio che si debba insistere. Mi chiedo solo se sia giusto insistere solo in quella direzione

ARTICOLO COMPARSO SU http://www.venetonanotech.it/files/index.cfm?id_rst=31&id_elm=913

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Lunedì 11 Settembre sono stati "sparati" dai laboratori del Cern, in Svizzera
Attraverso il sottosuolo in pochi attimi arriveranno in Abruzzo

Da Ginevra al Gran Sasso
la lunga corsa dei neutrini

Fisica, le misteriose particelle protagoniste di un test storico
di CLAUDIA DI GIORGIO

 

ROMA - L'hanno chiamata "la grande corsa dei neutrini", ed è uno degli esperimenti più spettacolari e complessi della fisica di questi ultimi anni, una collaborazione internazionale in cui l'Italia, attraverso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ricopre un ruolo di primissimo piano.

Lunedì prossimo un fascio di neutrini, forse le particelle più misteriose ed elusive tra tutti gli ingredienti della materia, comincerà a viaggiare sotto terra dalla Svizzera all'Abruzzo, percorrendo in pochi millesimi di secondo gli oltre settecento chilometri che separano i laboratori europei del Cern a Ginevra da quelli dell'INFN sotto il Gran Sasso.

Prodotto artificialmente grazie all'acceleratore SPS del Cern (lo stesso di cui si servì Rubbia per le ricerche che lo portarono al Nobel), il fascio di neutrini sarà "sparato" da un tunnel a 60 metri sotto il suolo, ma durante la sua corsa penetrerà nella roccia fino a 11 chilometri di profondità. Senza lasciare alcuna traccia, però, dato che una delle caratteristiche dei neutrini è la loro scarsissima interazione con la materia: basti pensare che in ogni momento la Terra, esseri umani compresi, è attraversata da 120 milioni di neutrini per metro cubo.
Il che può suonare rassicurante per la nostra integrità, ma è una pessima notizia per chi studia queste particelle, che sono difficilissime da catturare: per afferrarne poche decine all'anno servono grandi masse e strumenti estremamente sofisticati.

Difatti, all'arrivo (che avverrà una manciata di attimi dopo lo "sparo") i neutrini troveranno ad aspettarli un gigantesco rivelatore chiamato OPERA, una struttura da 1800 tonnellate e alta una trentina di metri, costruita nella sala C dei laboratori sotterranei del Gran Sasso proprio allo scopo di "guardare" le particelle spedite dalla Svizzera, al quale l'anno prossimo si aggiungerà un secondo rivelatore, ICARUS, che osserverà i neutrini con precisione ancora maggiore.

Ma per vedere cosa? Per dirla nel gergo dei fisici, lo scopo dell'esperimento è verificare se durante il viaggio alcuni dei neutrini si sono trasformati, "oscillando" da uno all'altro dei tre "sapori", o tipi, in cui sono conosciuti. In pratica, poiché i neutrini sparati da Ginevra sono tutti di tipo mu (o muonici), se al Gran Sasso arriverà qualche neutrino di tipo diverso si avrà la prova diretta che i neutrini oscillano. E poiché, dice la meccanica quantistica, tutto quello che oscilla è dotato di massa, si avrà la prova diretta e definitiva che anche queste sfuggenti particelle hanno una massa.

Della massa dei neutrini fino ad ora si è avuta solo la prova indiretta, ma malgrado sia piccolissima ha conseguenze enormi per il destino dell'universo. Nel cosmo, i neutrini sono diffusissimi, e aggiungendo la loro massa a quella totale nota finora, si ottiene una forza di gravità la cui attrazione è in grado di bloccare l'espansione dell'universo, invertendone la rotta. Materia ed energia potrebbero quindi tornare ad avvicinarsi, ripercorrendo all'indietro il cammino compiuto a partire dal Big Bang. Finché un Big Crunch, una grande implosione, segnerebbe la fine del cosmo, almeno come lo conosciamo ora.

L'esperimento che partirà dopodomani potrebbe, insomma, far riscrivere parecchi libri di testo. Sarà "un evento scientifico di rilevanza mondiale", come dissero Carlo Rubbia e Antonino Zichichi, che quasi sei anni fa tennero a battesimo l'inizio dei lavori. E che lunedì, assieme al ministro della Ricerca Mussi e ad altri grandi fisici italiani come Nicola Cabibbo e Luciano Maiani, saranno anche loro al Gran Sasso, a salutare l'arrivo di questi microscopici messaggeri dell'universo.

(9 settembre 2006)

 Comparso su Repubblica http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/neutrini/neutrini/neutrini.html

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Dell'Incertezza
Interpretazioni della Teoria Quantistica

L'assunzione fondamentale della Teoria Quantistica e` che ogni campo di forze si manifesta sotto forma di particelle discrete (o "quanta"). In altre parole, le forze (elettromagnetica, gravitazionale, etc.) altro non sono che manifestazioni di uno scambio di quantita` discrete di energia. Questa fu la scoperta di Max Planck nel 1900, e per tale ragione l'unita` fondamentale di scambio e` chiamata "costante di Planck". Qualunque scambio di energia deve avvenire come multiplo di quella costante. Louis de Broglie nel 1923 generalizzo` un'idea di Einstein e propose che particelle e onde fossero la stessa cosa. A ogni particella si puo` associare un'onda, e ogni onda e` una manifestazione di una particella. Uno puo` parlare di energia e massa, oppure di frequenza e lunghezza d'onda. Fra queste quantita` esiste un collegamento diretto. Werner Heisenberg e Erwin Schrodinger trovarono le formule che esprimono questa relazione. Fu pero` Max Born a precisare la natura di questa relazione: l'onda associata a una particella e` un'onda di "probabilita`", nel senso che "prescrive" quali futuri sono possibili per quella particella. Lo stato di una particella non e` piu` quello classico (posizione nello spazio e nel tempo e velocita` di moto). Lo stato di una particella e` dato dalla sovrapposizione di tutti i suoi possibili futuri, ciascuno "pesato" con una probabilita`. L'equazione di Schrodinger descrive l'evoluzione nel tempo di questa funzione di probabilita`, ed e` l'equivalente delle equazioni della fisica classica. La differenza e` che in ogni istante la funzione d'onda descrive un insieme di possibilita`, non un'attualita`... Soltanto osservando il sistema possiamo leggere un valore specifico per la quantita` che vogliamo osservare: prima della misurazione non c'e` alcun modo di prevedere il risultato dell'esperimento. E` l'atto di misurazione che "forza" il sistema ad assumere un valore specifico fra quelli possibili, ed e` del tutto casuale quale valore venga scelto.

I fisici hanno dibattuto a lungo sul significato di questo fatto: che senso ha dire che lo stato di un elettrone e` un insieme di possibili stati? L'elettrone e` qui o li`? In fisica classica non ci sono dubbi: e` qui (il "qui" che misurera` anche il microscopio). Ma in fisica quantistica l'elettrone e` sia qui sia li`, semplicemente con diverse probabilita` di essere qui e li`. Soltanto dopo che l'ho misurato posso dire che e` qui. Il fatto lascio` cosi` perplessi i fisici che Schrodinger stesso propose il famoso paradosso del gatto che e` al tempo stesso vivo e morto, in quanto la particella da cui dipende la sua esistenza e` al tempo stesso qui e li`!

Heisenberg espresse l'indeterminatezza della fisica quantistica con il famoso principio di indeterminatezza: quanto piu` accuratamente misuro una quantita`, tanto meno accuratamente posso misurare le quantita` ad essa collegata. Siccome la Relativita` prescrive che posizione e velocita` sono collegate, non posso misurarle simultaneamente. Se le posizioni di due particelle sono collegate, non posso conoscere la posizione di entrambe. E cosi` via. (Einstein non credette mai alla validita` di questo principio, ma il principio e` una diretta conseguenza delle sue formule!)

Che cos'e` la "realta`" del mondo per la fisica quantistica? Sfortunatamente quella che noi percepiamo come realta` si scopre essere semplicemente una serie di incidenti di percorso. Se crediamo alla fisica quantistica, il mondo e` nelle mani di queste onde di probabilita`. Ogni tanto una di queste onde "collassa", e allora, e soltanto allora, succede qualcosa (le quantita` fisiche assumono dei valori osservabili). La sequenza di quei "qualcosa" costituisce la realta` che percepiamo noi.

Fu Von Neumann a chiarire gli estremi del problema. A far collassare la funzione d'onda e`, secondo la fisica quantistica, l'interferenza di un altro sistema. Per esempio, se cerco di misurare una quantita` di un sistema (la sua velocita`, per esempio), faccio collassare la funzione d'onda del sistema, e pertanto leggo un valore per quella quantita` che prima era semplicemente una delle tante possibilita`. E` il mio atto di osservare a causare la "scelta" di quel particolare valore della velocita` fra tutti quelli possibili. Ma "quando" si verifica quel collasso? C'e` una catena di eventi che porta dalla particella al mio cervello: la particella e` a contatto con qualche strumento, che e` a contatto con qualche altro strumento, che e` a contatto con il microscopio, che e` a contatto con il mio occhio, che e` a contatto con la mia coscienza... dove avviene di preciso il collasso? A che punto la particella smette di essere una funzione d'onda e diventa un oggetto con una velocita` ben precisa?

Il problema puo` essere riformulato cosi`: che cosa causa il collasso di una funzione d'onda? Basta la semplice presenza di un'altra particella nei dintorni del sistema? Oppure dev'essere un oggetto di grandi dimensioni? Oppure dev'essere per forza un oggetto in grado di osservare? Oppure dev'essere per forza una mente umana? Sappiamo che un uomo e` in grado di far collassare una funzione d'onda, in quanto gli scienziati possono misurare le particelle. Ma un insetto? Un insetto- scienziato sarebbe in grado di compiere le stesse osservazioni? Sarebbe in grado di far collassare una funzione d'onda? E un virus? Una pietra? Un albero? Un soffio di vento?...

Von Neumann si domandava cosa promuove un oggetto a "collassatore". La fisica quantistica concede questo privilegio: i sistemi classici (come gli strumenti di misurazione o gli esseri umani, oggetti che hanno una posizione, una forma e un volume ben definiti) sono capaci di far collassare la funzione d'onda di sistemi quantistici (che sono invece pure onde di probabilita`) e pertanto di misurarli. Ma cosa determina se un sistema e` classico o quantistico? Anzi, come fa la natura a sapere quale dei due sistemi e` quello che misura e quale e` quello da misurare, in maniera tale che possa far collassare quello da misurare e non quello che misura? Perche', quando misuro un elettrone, collassa l'elettrone e non collasso io? Intuitivamente, i fisici rispondono che un sistema per essere classico deve essere "grande", in quanto l'indeterminatezza e` tanto maggiore quanto piu` ci si avvicina alle dimensioni della costante di Planck. Ma questo significa semplicemente che gli oggetti "grandi" hanno un'immunita` dalle leggi quantistiche che e` basata soltanto sulla loro dimensione. Quantomeno bizzarro.

Roger Penrose ha recentemente proposto che sia la gravita` a concedere quella immunita` speciale. Gli oggetti "grandi" deformano lo spazio-tempo e cio` in qualche modo causa il collasso spontaneo del sistema in una possibilita` ben precisa. Ecco perche' i sistemi "grandi" hanno una posizione e una forma ben definita. Analogamente, quando il mio campo gravitazionale entra in contatto con quello di un sistema "piccolo" (che si comporta come un sistema quantistico), lo fa diventare parte di un sistema "grande" e pertanto di un sistema classico. E pertanto lo posso misurare.

Il fatto rimane che nulla nella fisica quantistica spiega cosa realmente accada quando un sistema quantistico "collassa": il collasso corrisponde a un cambiamento nello stato del sistema, oppure corrisponde semplicemente a un cambiamento nella conoscenza che io ho di quel sistema?

Naturalmente, viene subito la tentazione di puntare il dito verso la coscienza. Forse il collasso e` dovuto al fatto che un essere senziente compie la misurazione. Forse la mente entra nel mondo attraverso il pertugio lasciato aperto dal principio di indeterminatezza di Heisenberg. Forse la fisica quantistica ci sta dicendo che la mente umana "deve" esistere affinche' il resto dell'universo possa esistere, altrimenti non ci sarebbe nessuno ad osservarlo e cio` significa che resterebbe in eterno nel limbo delle possibilita`. La realta` e` il contenuto della nostra coscienza, come ha scritto recentemente Eugene Wigner.

Un'altra possibilita` e` quella di negare semplicemente che si verifichi questo misterioso "collasso" della funzione d'onda. Invece di ammettere che il futuro venga scelto a caso ogni volta che la funzione collassa, uno puo` decidere che tutti i possibili futuri si verificano tutti insieme. In ogni secondo l'universo si divide in miliardi di altri universi, uno corrispondente a ogni possibile valore di ogni possibile quantita` che uno potrebbe misurare. E` questa la teoria di Hugh Everett: se qualcosa puo` succedere, allora succede... in qualche universo. Una copia di me esiste in ogni universo. Io osservo tutti i possibili risultati di una misurazione, ma lo faccio in universi diversi. Fra coloro che credono in questa ipotesi si contano luminari come David Deutsch e Stephen Hawking.

Wojciech Zurek pensa che tutto contribuisca al collasso, e che il collasso possa avvenire per gradi successivi. L'ambiente distrugge quella che Zurek chiama "coerenza quantistica". E per "ambiente" intende proprio tutto, dalla singola particella che transita per caso fino al microscopio. L'ambiente causa "decoerenza" e la decoerenza causa una sorta di selezione naturale alla Darwin: lo stato classico che emerge da uno stato quantistico e` quello che meglio si "adatta" all'ambiente. Non sorprende pertanto che, studiando questo fenomeno, Zurek stia pervenendo a intriganti paralleli con il fenomeno della vita (l'altro grande mistero della natura e`, ovviamente, quello di come la materia vivente emerga dalla materia non vivente).

Come fa il mondo classico, fatto di oggetti e forme e confini e pesi e altezze, ad emergere da un mondo quantistico, fatto soltanto di onde e di probabilita`? Forse la risposta gettera` luce anche su altri misteri della natura, dalla vita alla coscienza.

Comparso su http://www.thymos.com/science/quantum.html

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Gaetano Conforto

 

 

 

 

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