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UN GRANDE ABBRACCIO QUANTISTICO
Da qualche numero avete notato come argomento l' intelligenza finanziaria. Sono convinto che questa libertà di coscienza possa aiutare molti a migliorare anche il proprio stato di salute e di relazione. Ricordate che in ogni materia vi sono presenti tutti gli stati di realtà, compreso quello non - locale ( spirituale). Se vi piace, invitate altre persone a iscriversi
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sul sito: www.quantumedicine.com/article/nuovofile266.html
Argomenti di questa newsletter: leggete prima questa e-mail arrivatami da una mia carissima amica, paziente e iscritta alla Scuola in Scienze quantistiche. Non si sa mai che possa essere vero. Tentare non nuoce!, Carissimi, 1)
GELOSIA: IL DRAMMA DI
NON PROVARLA 2)
Presentazione di
IPOTESI SULLA REALTÀ 3) Possibile legame tra deodoranti e tumore al seno Il pensiero di questa settimana " Tutto ciò che nella vita è degno di essere avuto è anche degno di essere realizzato" A. Carnegie Vedi un altro pensiero" umano " in formato PPT " E' in vendita la raccolta di tre anni delle newsletters dalla numero 1 alla numero 50, formato.pdf a €.15.00, pgg.205. Vedi l' indice degli argomenti. Sarà spedita per e-mail a chi ne fa richiesta a gaetano.conforto2@tin.it Ecco la testimonianza di chi ha reso possibile quest'opera: "Con questo “opuscolo” si è voluto raccogliere le newsletter che Gaetano Conforto ha trasmesso via e-mail (dal 10 agosto 2003 al 12 luglio 2006) a tutte le persone che si sono iscritte accedendo al suo sito http://www.quantumedicine.com/article/article.html Gli argomenti trattati sono per me come “perle di saggezza”, “il pane quotidiano” , “l’acqua che disseta e purifica il corpo-mente”. Leggere ed approfondire i temi riportati aiutano la mente a trovare vigore e forza, a vedere le cose che ci circondano in modo diverso, a scoprire che la realtà dipende esclusivamente da noi, da come la vogliamo vedere e conseguentemente creare. Trovare il bello, l’aspetto positivo, anche in una cosa o episodio che siamo abituati a classificarli come “negativi”, ci aiuta a stare bene, ad avere il giusto entusiasmo per crescere alla ricerca di obiettivi sempre più “elevati”. By Romeo ________________________________________________________________________
LA GELOSIA: IL DRAMMA DI
NON PROVARLA Ho
scelto di parlare della gelosia prima come psichiatra e poi come donna,
evitando banalità e affrontando il problema da un punto di vista insolito e che
tanto mi appartiene: quello della mancanza di gelosia. Non è immediato
comprendere quanto dolore possa generarsi nell'anima di chi, non provando
gelosia, può soffrire comunque molto, anche perché non essere gelosi non vuol
dire non amare. Se viviamo un sentimento vero e non un rapporto puramente
strumentale con l’altro, questa condizione appartiene ad un bene più profondo,
meno influenzato dai modelli sociali. La
gelosia, come la possessività, è figlia della legittimazione intrinseca che
l’altro ci debba appartenere e, inevitabilmente, si tramuta in inconsapevole
egoismo proteso a colpevolizzare l’altro che si allontana o addirittura che
possa pensare di farlo. Tutti noi abbiamo delle necessità più o meno celate ma,
tanto più si acquisisce consapevolezza di esse, tanto più si è in grado di
affrontarle e solo così si ha sempre meno “bisogno” dell’altro, si cessa di
voler possedere, si riesce a volere davvero il bene del partner, fatto che può
persino coincidere con l’allontanamento. Pensate
a un malato immaginario e ad una crocerossina che esprime il suo bisogno di
espiazione nel ruolo di infermiera: si può arrivare al paradosso che uno
colpevolizzi l’altro per il solo fatto di volere allontanarsi per essere
cresciuto spiritualmente. Disponiamoci alla crescita personale e solo così la
scelta dell’altro è basata sempre più sull’affetto vero e sulla stima, non
sulla ricerca inconsapevole di chi possa compensare i nostri bisogni (o vizi)
nascosti, primo tra tutti la paura della solitudine o quella di non sapercela
fare da soli. Alla
gelosia contribuisce anche l’influenza del sociale: la cultura in cui viviamo
spesso ci porta ad accettare passivamente l’idea di dover andare incontro a
rinunce rispetto ai nostri ideali, travestendola da realistica maturità,
comportando una involontaria ipercompensazione nell’area del possesso con un
chiaro valore difensivo. La sostituzione del freudiano principio del piacere
con quello di realtà dovrebbe essere un processo naturale e soggettivo, non
indotto da influenze esterne. La cultura della rinuncia contribuisce quindi
subdolamente a discostarci dai principi de l’essere e a dirigerci verso quelli
de l’avere; faremmo meglio a convogliare tutte le nostre forze investendo nel
perseguimento degli ideali e ci educassimo invece alla non legittimazione del
possesso dell’altro. L’Amore
vero comprende affetto, attrazione-desiderio, stima e soprattutto, essendo
totalmente appagante, non richiede sforzi di alcun tipo, tantomeno nella
fedeltà, e, come tale, nega per se stesso il sentimento della gelosia. Quando
si è amati veramente si recepisce perfettamente di essere oggetto di piacere e
non di dovere da parte del partner. Gli schemi culturali possono indurre
nell’errore di pensare di essere amati quando si è oggetto di dovere e
sacrificio. E’ l’inconscio però a dirci sempre la verità. Chi sa ascoltarsi ci
arriva per intuito. L’effetto
più corrosivo di certi condizionamenti e delle reazioni del partner geloso,
sono quelli che fuori non si vedono: il dovere all’amore (e non -come si
dovrebbe- al solo rispetto) viene spesso interiorizzato e spinge certe persone,
ad un costo elevato per il proprio Sé, a fare propri questi falsi valori, con
conseguenti sensi di colpa e sviluppi oppressivi della relazione. L’unico tipo
di amore a prova del tempo è quello basato sulla libertà reciproca che è basata
sull’equilibrio personale che è dato dalla libertà interiore. Sillogismo
cacofonico ma profondamente vero. La libertà interiore rende un soggetto non
possedibile perché appartenente innanzitutto a se stesso e questo rende
stimolante la relazione anche sul piano del desiderio, proprio per questo
sempre vivo. Le radici ancestrali di una certa possessività naturale nella
coppia sono da ricercare nella tutela della prole, facilitata nella razza umana
dalla coesistenza di entrambi i genitori. I
greci distinguevano l’Eros dalla Agapè : il primo era l’amore di coppia, il
secondo quello compassionevole che non comprende l’attrazione. La reciprocità
del sentimento è condizione davvero indispensabile perché l’Amore (il vero EROS
) sia davvero tale, dato che solo così può coincidere il bene dell’altro con il
proprio, attivando quella quota di naturale possessività che in questo caso è
ben riposta perché vissuta in modo gratificante dal partner. Solo qui il
possesso coincide col bene dell’altro. La gelosia è parametro in relazione con
la capacità di vivere bene con se stessi, di capire e di volere il bene
dell’altro, in altre parole con la forza dell’Io (attenzione, non con la forza
di volontà che è tutt’altra cosa), ma dipende anche dalla maturità di chi
abbiamo vicino e dalla sua capacità di porsi correttamente nei nostri
confronti. Non
dimentichiamo però che anche la scelta del proprio partner è condizionata dalla
nostra stessa maturità. Chi ben si conosce ha una ben definita identità, è più
libero dalle influenze degli schemi e sa meglio scegliere un partner
altrettanto maturo. Chi è libero interiormente sa amare perché sa amarsi – è la
stessa religione a dire “ama il prossimo tuo come te stesso”- e non necessita
di prove seduttive su altri; egli non si lascia influenzare dai modelli
apparenti di correttezza, non incorre nella confusione della gelosia vera con
quella falsa , che altro non è che la tutela inconscia della propria immagine,
e riesce a distinguere in modo istintivo la mancanza di rispetto dalla mancanza
di amore, di cui non si dovrebbe mai avanzare pretese. Potrà
apparire paradossale ma c’è una certa responsabilità anche nel non essere
amati, nel non sapere stimolare emozioni, il che, in fondo, significa non
appartenere completamente a se stessi. Superfluo dire che la completezza del
sentimento prescinde da caratteristiche superficiali come l’avvenenza fisica o
altro. La storia insegna che i più forti e duraturi innamoramenti sono stati
indipendenti dai parametri della bellezza, del potere, della ricchezza o altro.
La gelosia è un sentimento corrosivo e lancinante, la perdita dell’oggetto
amato mina la propria identità, e non solo quella sessuale; questo effetto è
però meglio ammortizzato in chi ha chiarezza sul proprio Sè e che, infatti, sa
meglio reagire alla perdita, percependo di essa il dolore ma non il possesso
violato. E
qui parlo da donna , riferendomi allo stato non impossibile di mancanza di
gelosia. Una condizione interiore libera, coerente sul piano degli istinti e
della ragione, determina un sistema di grande stabilità. Le energie risparmiate
nel basso livello di autodifesa di un sistema energetico di questo tipo sono a
disposizione –come nei bambini- della crescita personale, della lucidità
mentale e della capacità di capire oltre gli schemi: in fondo anche l’intelligenza
è una forma di energia. I problemi però nascono dal basso livello di
autodifesa. Se da un lato la purezza di un sentimento riesce a fare in modo che
si sia amati in maniera totale, dall’altro ti possono cadere dei veri e propri
macigni sul cuore. Può
succedere infatti che, non percependo la gelosia, non si senta alcuna rivalità,
non si attivi alcuna autodifesa e si finisca invece per essere oggetto di
rivalità altrui. E si può soccombere per troppo amore. Ieri leggevo di un
ennesimo caso di condanna alla lapidazione per adulterio in un paese islamico.
Dalla nostra angolazione appare chiarissima la rigida priorità degli schemi
morali di questa mentalità sul valore della libertà. Sono gli schemi occulti
che la nostra cultura fa interiorizzare a non farci distinguere la grande
rigidità a cui siamo soggetti anche noi in questo mondo che ci vuole poco
liberi. Egoismo è pretendere che l’altro faccia o peggio ancora pensi ciò che
vorremmo, non è fare o sentire ciò che è in sintonia con la propria libertà. Diamolo
e pretendiamolo il rispetto della nostra libertà e della nostra persona. Ma
solo quello. Impariamo a sapere che farcene della nostra libertà attraverso una
crescita personale continua e inesorabile. Impariamo a lasciar vivere. Se non
sappiamo lasciar vivere e vogliamo il possesso dell’altro allora prendiamo
coscienza che non sappiamo vivere noi. Solo così daremo naturalmente un duro
colpo al sentimento parassita della gelosia. E allora :Vivi e lascia vivere! http://www.hiperformance.it/rassegna_stampa.php?action=visone&id=35&id_sottosez=48
__________________________________________________________________________________ Presentazione di
IPOTESI SULLA REALTÀ Le scoperte della fisica del ventesimo
secolo hanno profondamente cambiato la visione della realtà naturale. La teoria
della relatività di Einstein ha dimostrato che la materia è una forma di
energia e la meccanica quantistica ne ha evidenziato la natura
"ondulatoria". Per esempio l'atomo può essere descritto come un sistema
formato da onde recanti energia ed "informazione": a questo livello
la natura rivela la sua intima intelligenza. Pertanto è legittimo chiedersi se lo studio della
mente umana possa trovare risposte valide in termini di fisica fondamentale.
Alcuni fisici si sono già posti questa domanda, in seguito ad alcuni paradossi
evidenziati dalla meccanica quantistica. D'altra parte una spiegazione fisica
della coscienza deve pur esistere, se non si vuole ricadere in una concezione
metafisica che separi la mente dal resto del mondo. Ebbene, oggi sappiamo che
l'attività mentale è dovuta a processi chimici e fisici che avvengono nel
cervello e nel sistema nervoso, a livello molecolare, atomico e forse anche
subatomico, cioè a livelli descritti dalla meccanica quantistica. Le teorie più recenti della fisica intendono
dimostrare che le quattro forze fondamentali (gravitazionale, elettromagnetica,
nucleare forte e nucleare debole) sono aspetti di un solo "campo
unificato", come era già stato ipotizzato da Einstein. Quindi è
ragionevole cercare la relazione tra la mente dell'uomo ed il campo unificato,
che è l'ambito fondamentale in cui avvengono i fenomeni quantistici. Questa ipotesi, che può sembrare audace, sembra
avvalorata dai notevoli risultati pratici ottenuti dalla M.U.M. sul
funzionamento della mente e del sistema nervoso, come per esempio l'eliminazione
dello stress con opportune tecniche di meditazione La coscienza sarebbe una proprietà
fisica fondamentale che il cervello saprebbe "evidenziare" ed
"elaborare". Le onde cerebrali sarebbero così un raro epifenomeno di
effetto quantistico che si manifesta direttamente nella realtà comune invece
che a livello atomico Anche la luce (funzione d'onda elettromagnetica) è
un fenomeno quantistico, di cui tutti possono avere esperienza. Ma la luce
ordinaria non evidenza totalmente le sue proprietà intrinseche, poiché è
"luce incoerente": le sue oscillazioni sono "sfasate", cioè
disordinate. http://www.ipotesi.net/ipotesi/generale.htm
_____________________________________________________________________________ POSSIBILE UN LEGAME
TRA DEODORANTI E TUMORE AL SENO La tesi è tutta da confermare, ma una
ricercatrice dell'università di Reading in Gran Bretagna sostiene che la
presenza di sostanze chimiche presenti nei deodoranti, lo zirconio e
l'allumino, potrebbe essere collegata a disfunzioni ormonali, che a loro volta
costituirebbero il primo passo verso la formazione di cellule cancerose al
seno. Tra gli elementi che sono stati portati a
sostegno della tesi della pericolosità dei deodoranti c'è il fatto che in Gran
Bretagna i casi di tumore al seno sono raddoppiati dagli anni '70 ad oggi, ma
anche esperimenti di laboratorio condotti sullo zirconio e l'alluminio. Le
sostanze presenti nei deodoranti sono in grado di essere assorbite dalla pelle,
inoltre quelle messe sotto accusa dallo studio d'oltremanica possono causare
dei danni al Dna. Secondo uno studio statunitense condotto da
Philippa Darbre il rischio riguarderebbe non solo le donne ma anche gli uomini.
Il fatto inoltre che i tumori nella maggior parte dei casi si formi nella parte
sinistra del petto potrebbe essere una conferma, in quanto la maggior parte
delle persone usano la mano destra per applicare il deodorante, sia esso in
spray, in crema o in altre forme. I ricercatori ovviamente si guardano bene
dall'affermare con certezza che le dosi delle componenti pericolose presenti
nei deodoranti in commercio siano quelle esattamente necessarie a provocare
l'insorgenza dei tumori al seno. Solo delle ulteriori ricerche potranno
stabilire la quantità e modalità dell'azione tumorale di queste sostanze. Nel frattempo le associazioni statunitensi dei
produttori di cosmetici, articoli da profumeria e igiene scendono in campo
difendendo i cosmetici affermando che una cosa è provare che una sostanza
provoca il cancro con esperimenti condotti in vitro, un'altra è invece
affermare che la presenza di tali sostanze in un prodotto cosmetico, in
concentrazioni che possono essere basse, rechino danno alle persone. http://italiasalute.leonardo.it/ricerche/ricerca.asp?testo=Tumori&offset=320
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