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 CARI ISCRITTI ALLA NEWSLETTER

UN GRANDE ABBRACCIO QUANTISTICO

 


 Ecco la 53° newsletter!

          Da qualche numero avete notato come argomento l' intelligenza finanziaria.

Sono convinto che questa libertà di coscienza possa aiutare molti a migliorare

anche il proprio stato di salute e di relazione. Ricordate che in ogni materia vi sono

presenti tutti gli stati di realtà, compreso quello non - locale ( spirituale).

          Se vi piace, invitate  altre persone a iscriversi a questa newsletter!

Trovate la versione integrale sul sito: www.quantumedicine.com/article/nuovofile266.html

Argomenti di questa newsletter: leggete prima questa e-mail arrivatami da una mia carissima amica, paziente e iscritta alla Scuola in Scienze quantistiche. Non si sa mai che possa essere vero. Tentare non nuoce!,

Carissimi,

la società Ericsson distribuisce gratuitamente computers portatili con la intenzione di controbattere Nokia che ha fatto lo stesso come strategia di mercato. Ericsson ha come obiettivo fondamentale di aumentare la sua popolarità; per questo motivo Ericsson distribuisce gratuitamente il nuovo computer portatile WAP. Tutto quello che si deve fare è inviare questa email a 8 persone che conosci, e in approssimativamente tre settimane, riceverai un portatile Ericsson T 18. Se il messaggio è inviato a 20 persone o più, puoi avere la fortuna di ricevere un portatile Ericsson R 320. Per rendere effettiva questa opportunità è importante di prendere nota di inviare la sua email in copia a: anna.swelung@ericsson.com ........ E' importante avere chiaro che non si tratta di uno scherzo. Provatelo, con piacere, regalatevi un computer portatile. Buona fortuna.

1)  GELOSIA: IL DRAMMA DI NON PROVARLA

2) Presentazione di IPOTESI SULLA REALTÀ

3) Possibile legame tra deodoranti e tumore al seno

          Il pensiero di questa settimana " Tutto ciò che nella vita è degno di essere avuto è anche degno di essere realizzato" A. Carnegie

Vedi un altro pensiero" umano " in formato PPT "

          

          E' in vendita la raccolta di tre anni delle newsletters dalla numero 1 alla numero 50,  formato.pdf a €.15.00, pgg.205. Vedi l' indice degli argomenti. Sarà spedita per e-mail a chi ne fa richiesta a gaetano.conforto2@tin.it

Ecco la testimonianza di chi ha reso possibile quest'opera:

          "Con questo “opuscolo” si è voluto raccogliere le newsletter che Gaetano

Conforto ha trasmesso via e-mail (dal 10 agosto 2003 al 12 luglio 2006) a

tutte le persone che si sono iscritte accedendo al suo sito

http://www.quantumedicine.com/article/article.html

          Gli argomenti trattati sono per me come “perle di saggezza”, “il pane

quotidiano” , “l’acqua che disseta e purifica il corpo-mente”.

          Leggere ed approfondire i temi riportati aiutano la mente a trovare vigore e

forza, a vedere le cose che ci circondano in modo diverso, a scoprire che la

realtà dipende esclusivamente da noi, da come la vogliamo vedere e

conseguentemente creare.

          Trovare il bello, l’aspetto positivo, anche in una cosa o episodio che siamo

abituati a classificarli come “negativi”, ci aiuta a stare bene, ad avere il giusto

entusiasmo per crescere alla ricerca di obiettivi sempre più “elevati”.

By Romeo

 
                                                                                                                                                

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  LA GELOSIA: IL DRAMMA DI NON PROVARLA

Ho scelto di parlare della gelosia prima come psichiatra e poi come donna, evitando banalità e affrontando il problema da un punto di vista insolito e che tanto mi appartiene: quello della mancanza di gelosia. Non è immediato comprendere quanto dolore possa generarsi nell'anima di chi, non provando gelosia, può soffrire comunque molto, anche perché non essere gelosi non vuol dire non amare. Se viviamo un sentimento vero e non un rapporto puramente strumentale con l’altro, questa condizione appartiene ad un bene più profondo, meno influenzato dai modelli sociali.

La gelosia, come la possessività, è figlia della legittimazione intrinseca che l’altro ci debba appartenere e, inevitabilmente, si tramuta in inconsapevole egoismo proteso a colpevolizzare l’altro che si allontana o addirittura che possa pensare di farlo. Tutti noi abbiamo delle necessità più o meno celate ma, tanto più si acquisisce consapevolezza di esse, tanto più si è in grado di affrontarle e solo così si ha sempre meno “bisogno” dell’altro, si cessa di voler possedere, si riesce a volere davvero il bene del partner, fatto che può persino coincidere con l’allontanamento.

Pensate a un malato immaginario e ad una crocerossina che esprime il suo bisogno di espiazione nel ruolo di infermiera: si può arrivare al paradosso che uno colpevolizzi l’altro per il solo fatto di volere allontanarsi per essere cresciuto spiritualmente. Disponiamoci alla crescita personale e solo così la scelta dell’altro è basata sempre più sull’affetto vero e sulla stima, non sulla ricerca inconsapevole di chi possa compensare i nostri bisogni (o vizi) nascosti, primo tra tutti la paura della solitudine o quella di non sapercela fare da soli.

Alla gelosia contribuisce anche l’influenza del sociale: la cultura in cui viviamo spesso ci porta ad accettare passivamente l’idea di dover andare incontro a rinunce rispetto ai nostri ideali, travestendola da realistica maturità, comportando una involontaria ipercompensazione nell’area del possesso con un chiaro valore difensivo. La sostituzione del freudiano principio del piacere con quello di realtà dovrebbe essere un processo naturale e soggettivo, non indotto da influenze esterne. La cultura della rinuncia contribuisce quindi subdolamente a discostarci dai principi de l’essere e a dirigerci verso quelli de l’avere; faremmo meglio a convogliare tutte le nostre forze investendo nel perseguimento degli ideali e ci educassimo invece alla non legittimazione del possesso dell’altro.

L’Amore vero comprende affetto, attrazione-desiderio, stima e soprattutto, essendo totalmente appagante, non richiede sforzi di alcun tipo, tantomeno nella fedeltà, e, come tale, nega per se stesso il sentimento della gelosia. Quando si è amati veramente si recepisce perfettamente di essere oggetto di piacere e non di dovere da parte del partner. Gli schemi culturali possono indurre nell’errore di pensare di essere amati quando si è oggetto di dovere e sacrificio. E’ l’inconscio però a dirci sempre la verità. Chi sa ascoltarsi ci arriva per intuito.

L’effetto più corrosivo di certi condizionamenti e delle reazioni del partner geloso, sono quelli che fuori non si vedono: il dovere all’amore (e non -come si dovrebbe- al solo rispetto) viene spesso interiorizzato e spinge certe persone, ad un costo elevato per il proprio Sé, a fare propri questi falsi valori, con conseguenti sensi di colpa e sviluppi oppressivi della relazione. L’unico tipo di amore a prova del tempo è quello basato sulla libertà reciproca che è basata sull’equilibrio personale che è dato dalla libertà interiore. Sillogismo cacofonico ma profondamente vero. La libertà interiore rende un soggetto non possedibile perché appartenente innanzitutto a se stesso e questo rende stimolante la relazione anche sul piano del desiderio, proprio per questo sempre vivo. Le radici ancestrali di una certa possessività naturale nella coppia sono da ricercare nella tutela della prole, facilitata nella razza umana dalla coesistenza di entrambi i genitori.

I greci distinguevano l’Eros dalla Agapè : il primo era l’amore di coppia, il secondo quello compassionevole che non comprende l’attrazione. La reciprocità del sentimento è condizione davvero indispensabile perché l’Amore (il vero EROS ) sia davvero tale, dato che solo così può coincidere il bene dell’altro con il proprio, attivando quella quota di naturale possessività che in questo caso è ben riposta perché vissuta in modo gratificante dal partner. Solo qui il possesso coincide col bene dell’altro. La gelosia è parametro in relazione con la capacità di vivere bene con se stessi, di capire e di volere il bene dell’altro, in altre parole con la forza dell’Io (attenzione, non con la forza di volontà che è tutt’altra cosa), ma dipende anche dalla maturità di chi abbiamo vicino e dalla sua capacità di porsi correttamente nei nostri confronti.

Non dimentichiamo però che anche la scelta del proprio partner è condizionata dalla nostra stessa maturità. Chi ben si conosce ha una ben definita identità, è più libero dalle influenze degli schemi e sa meglio scegliere un partner altrettanto maturo. Chi è libero interiormente sa amare perché sa amarsi – è la stessa religione a dire “ama il prossimo tuo come te stesso”- e non necessita di prove seduttive su altri; egli non si lascia influenzare dai modelli apparenti di correttezza, non incorre nella confusione della gelosia vera con quella falsa , che altro non è che la tutela inconscia della propria immagine, e riesce a distinguere in modo istintivo la mancanza di rispetto dalla mancanza di amore, di cui non si dovrebbe mai avanzare pretese.

Potrà apparire paradossale ma c’è una certa responsabilità anche nel non essere amati, nel non sapere stimolare emozioni, il che, in fondo, significa non appartenere completamente a se stessi. Superfluo dire che la completezza del sentimento prescinde da caratteristiche superficiali come l’avvenenza fisica o altro. La storia insegna che i più forti e duraturi innamoramenti sono stati indipendenti dai parametri della bellezza, del potere, della ricchezza o altro. La gelosia è un sentimento corrosivo e lancinante, la perdita dell’oggetto amato mina la propria identità, e non solo quella sessuale; questo effetto è però meglio ammortizzato in chi ha chiarezza sul proprio Sè e che, infatti, sa meglio reagire alla perdita, percependo di essa il dolore ma non il possesso violato.

E qui parlo da donna , riferendomi allo stato non impossibile di mancanza di gelosia. Una condizione interiore libera, coerente sul piano degli istinti e della ragione, determina un sistema di grande stabilità. Le energie risparmiate nel basso livello di autodifesa di un sistema energetico di questo tipo sono a disposizione –come nei bambini- della crescita personale, della lucidità mentale e della capacità di capire oltre gli schemi: in fondo anche l’intelligenza è una forma di energia. I problemi però nascono dal basso livello di autodifesa. Se da un lato la purezza di un sentimento riesce a fare in modo che si sia amati in maniera totale, dall’altro ti possono cadere dei veri e propri macigni sul cuore.

Può succedere infatti che, non percependo la gelosia, non si senta alcuna rivalità, non si attivi alcuna autodifesa e si finisca invece per essere oggetto di rivalità altrui. E si può soccombere per troppo amore. Ieri leggevo di un ennesimo caso di condanna alla lapidazione per adulterio in un paese islamico. Dalla nostra angolazione appare chiarissima la rigida priorità degli schemi morali di questa mentalità sul valore della libertà. Sono gli schemi occulti che la nostra cultura fa interiorizzare a non farci distinguere la grande rigidità a cui siamo soggetti anche noi in questo mondo che ci vuole poco liberi. Egoismo è pretendere che l’altro faccia o peggio ancora pensi ciò che vorremmo, non è fare o sentire ciò che è in sintonia con la propria libertà.

Diamolo e pretendiamolo il rispetto della nostra libertà e della nostra persona. Ma solo quello. Impariamo a sapere che farcene della nostra libertà attraverso una crescita personale continua e inesorabile. Impariamo a lasciar vivere. Se non sappiamo lasciar vivere e vogliamo il possesso dell’altro allora prendiamo coscienza che non sappiamo vivere noi. Solo così daremo naturalmente un duro colpo al sentimento parassita della gelosia. E allora :Vivi e lascia vivere!

http://www.hiperformance.it/rassegna_stampa.php?action=visone&id=35&id_sottosez=48

 

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Presentazione di IPOTESI SULLA REALTÀ

Le scoperte della fisica del ventesimo secolo hanno profondamente cambiato la visione della realtà naturale. La teoria della relatività di Einstein ha dimostrato che la materia è una forma di energia e la meccanica quantistica ne ha evidenziato la natura "ondulatoria". Per esempio l'atomo può essere descritto come un sistema formato da onde recanti energia ed "informazione": a questo livello la natura rivela la sua intima intelligenza.

Pertanto è legittimo chiedersi se lo studio della mente umana possa trovare risposte valide in termini di fisica fondamentale. Alcuni fisici si sono già posti questa domanda, in seguito ad alcuni paradossi evidenziati dalla meccanica quantistica. D'altra parte una spiegazione fisica della coscienza deve pur esistere, se non si vuole ricadere in una concezione metafisica che separi la mente dal resto del mondo. Ebbene, oggi sappiamo che l'attività mentale è dovuta a processi chimici e fisici che avvengono nel cervello e nel sistema nervoso, a livello molecolare, atomico e forse anche subatomico, cioè a livelli descritti dalla meccanica quantistica.

Le teorie più recenti della fisica intendono dimostrare che le quattro forze fondamentali (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte e nucleare debole) sono aspetti di un solo "campo unificato", come era già stato ipotizzato da Einstein. Quindi è ragionevole cercare la relazione tra la mente dell'uomo ed il campo unificato, che è l'ambito fondamentale in cui avvengono i fenomeni quantistici.

La M.U.M. (Maharishi University of Management, Fairfield, Iowa, USA) svolge ricerche proprio in questo campo, avvalendosi della collaborazione di vari scienziati, i quali ipotizzano che la coscienza dell'uomo sia una proprietà che emerge direttamente dal campo unificato. In altre parole il Campo Unificato presenterebbe "sintomi" di coscienza: in questo stadio primordiale tali "sintomi" si identificherebbero semplicemente con una proprietà elementare del Campo Unificato, l'autoriferimento, grazie al quale il Campo può "percepire" ed interagire con se stesso. Il cervello umano sarebbe capace di amplificare e sviluppare tale qualità primordiale, formando così la mente individuale.

Questa ipotesi, che può sembrare audace, sembra avvalorata dai notevoli risultati pratici ottenuti dalla M.U.M. sul funzionamento della mente e del sistema nervoso, come per esempio l'eliminazione dello stress con opportune tecniche di meditazione

La coscienza sarebbe una proprietà fisica fondamentale che il cervello saprebbe "evidenziare" ed "elaborare". Le onde cerebrali sarebbero così un raro epifenomeno di effetto quantistico che si manifesta direttamente nella realtà comune invece che a livello atomico

Anche la luce (funzione d'onda elettromagnetica) è un fenomeno quantistico, di cui tutti possono avere esperienza. Ma la luce ordinaria non evidenza totalmente le sue proprietà intrinseche, poiché è "luce incoerente": le sue oscillazioni sono "sfasate", cioè disordinate.
Il laser invece emette "luce coerente": le sue oscillazioni sono in fase e rivelano completamente le eccezionali proprietà delle onde elettromagnetiche (potenza, precisione, ecc.). Per analogia, se si potessero rendere "coerenti" le onde cerebrali, si potrebbero rivelare aspetti superiori del funzionamento della mente, del tutto naturali, ma che normalmente rimangono inespressi.

http://www.ipotesi.net/ipotesi/generale.htm

 

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POSSIBILE UN LEGAME TRA DEODORANTI E TUMORE AL SENO

 

La tesi è tutta da confermare, ma una ricercatrice dell'università di Reading in Gran Bretagna sostiene che la presenza di sostanze chimiche presenti nei deodoranti, lo zirconio e l'allumino, potrebbe essere collegata a disfunzioni ormonali, che a loro volta costituirebbero il primo passo verso la formazione di cellule cancerose al seno.

Tra gli elementi che sono stati portati a sostegno della tesi della pericolosità dei deodoranti c'è il fatto che in Gran Bretagna i casi di tumore al seno sono raddoppiati dagli anni '70 ad oggi, ma anche esperimenti di laboratorio condotti sullo zirconio e l'alluminio. Le sostanze presenti nei deodoranti sono in grado di essere assorbite dalla pelle, inoltre quelle messe sotto accusa dallo studio d'oltremanica possono causare dei danni al Dna.

Secondo uno studio statunitense condotto da Philippa Darbre il rischio riguarderebbe non solo le donne ma anche gli uomini. Il fatto inoltre che i tumori nella maggior parte dei casi si formi nella parte sinistra del petto potrebbe essere una conferma, in quanto la maggior parte delle persone usano la mano destra per applicare il deodorante, sia esso in spray, in crema o in altre forme.

I ricercatori ovviamente si guardano bene dall'affermare con certezza che le dosi delle componenti pericolose presenti nei deodoranti in commercio siano quelle esattamente necessarie a provocare l'insorgenza dei tumori al seno. Solo delle ulteriori ricerche potranno stabilire la quantità e modalità dell'azione tumorale di queste sostanze.

Nel frattempo le associazioni statunitensi dei produttori di cosmetici, articoli da profumeria e igiene scendono in campo difendendo i cosmetici affermando che una cosa è provare che una sostanza provoca il cancro con esperimenti condotti in vitro, un'altra è invece affermare che la presenza di tali sostanze in un prodotto cosmetico, in concentrazioni che possono essere basse, rechino danno alle persone.

http://italiasalute.leonardo.it/ricerche/ricerca.asp?testo=Tumori&offset=320

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Gaetano Conforto

 

 

 

 

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