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1) Restare eternamente giovani?                           2) Le radici delle Malattie               3) La legge dell' Attrazione

 

                                     4) La ricchezza e la povertà sono solo nella nostra mente           5) Le due distanze della paura                                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     Restare eternamente giovani?

Secondo Chopra è una questione di testa!

“Invecchiare è inevitabile? E’ una menzogna: ognuno di noi può vivere a lungo in perfetta forma e vitalità!”– afferma Deepak Chopra, medico ayurvedico noto in tutto il mondo per aver proposto un nuovo paradigma di benessere basato sulla connessione mente - corpo.

“Noi siamo antichi ed eterni... Andiamo e veniamo in numerose forme, la nostra essenza non è il corpo.” Secondo Chopra, infatti, la nostra essenza è l’anima, lo spirito, che a differenza del corpo mai muore e mai invecchia. Ad essa si associa il potere della mente, la forza del pensiero. Si, perché secondo Chopra a ringiovanire davvero si parte dalla testa, dalla mente. Nel suo libro “Mente giovane corpo intelligente” egli suggerisce di accettare la nostra età cronologica e di rovesciare la nostra età biologica e psicologica per ritornare al benessere fisico ed emozionale della nostra giovinezza.

“L’età è la perdita graduale di energia, ma è anche un concetto, assieme a quello di tempo e spazio, che abbiamo acquisito e che quindi possiamo disimparare. Smettiamo di pensare al nostro corpo come ad un insieme di cellule destinate a deteriorarsi.

Iniziamo invece a concepirlo come l’unione di tante particelle, in contatto con l’energia dell’universo. Energia che è eterna ed immortale”.
Secondo Deepak, tutti noi siamo in grado di rallentare il processo di invecchiamento. “Io non ho la macchina del tempo, ma sono convinto che, con il potere della mente, abbinato ad una serie di abitudini sane, si possa riconquistare la salute fisica ed emozionale della propria giovinezza”.

La prima cosa da fare consiste nel cambiare la percezione di chi siamo. Come fare? “… cercando la parte di noi stessi che è senza tempo e che giace nella nostra mente”. In pratica basterà pensare di avere 10 anni in meno perché il proprio corpo inizi a ringiovanirsi. Certo, non è come realizzare un desiderio con la bacchetta magica! Affinché il meccanismo cominci a funzionare, occorre esercizio ed impegno costante. E soprattutto bisogna imparare a concentrarsi sul proprio obiettivo. Deepak ci dice come: “Chiudete gli occhi. Diventate consapevoli del vostro respiro, lasciando andare qualunque tensione possiate aver accumulato nel corpo. Scegliete ora l’età, compresa nell’arco degli ultimi 15 anni, che vorreste avere a livello biologico.

Questo significa possedere le capacità fisiche e mentali di una persona di quell’età in buone condizioni fisiche, apparire e sentirsi come a quell’età”. Questo diventa quello che Deepak chiama Biostat, ovvero età biologica. “Come un termostato regola la temperatura di una stanza a un livello definito, allo stesso modo il vostro Biostat influenza direttamente il vostro corpo di energia, trasformazione e intelligenza. Mantenendo il vostro Biostat all’interno della vostra consapevolezza, potete influenzare il vostro modo di pensare, il vostro umore e il vostro comportamento. Dopo avere individuato tale punto, affermatelo 5 volte al giorno. Vi suggerisco di eseguire questo rituale al risveglio, prima di colazione, del pranzo, della cena e dell’ora di andare a dormire. Chiudete gli occhi e ripetete almeno 3 volte mentalmente ognuna delle seguenti frasi:
“Ogni giorno io aumento in ogni modo le mie capacità fisiche e mentali”.
“Il mio Biostat è fissato all’età di...(tot) anni”.
“Io appaio e mi sento come un...(tot) enne in ottima forma”.

Alcuni giorni dopo aver iniziato a eseguire questo rituale comincerete a pensare e a comportarvi al livello del vostro Biostat. Tutte le vostre abitudini verranno influenzate, e soprattutto si modificheranno la vostra percezione e il modo di sperimentare la vostra età biologica. Credete nel vostro Biostat e nel suo potere organizzativo e questa nuova credenza darà forma alla vostra nuova biologia”.

Lo stesso Chopra rappresenta un caso di “eterna giovinezza”. “Mi piace andare al di là dei miei limiti – rivela Deepak – sia psicologici, fisici che spirituali. Mi sono lanciato da un aereo, faccio sci acquatico; sto imparando il gioco del golf. Mi sento meglio di quando avevo 25 anni. Anagraficamente ho 55 anni, ma psicologicamente ne sento 40”.

Esistono poi altri 9 suggerimenti pratici segnalati dal medico ayurvedico per restare giovani:
- Avere un riposo tranquillo
- Nutrire il corpo con alimenti sani
- Fare esercizio e praticare Yoga
- Amare totalmente e con gioia
- Mantenere una mente giovane attraverso la crescita personale e la flessibilità.

“La chiave di tutto è credere in se stessi” sostiene Chopra: è questa la molla che ci consentirà di restare giovani per sempre.

 

http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1309                                                                                                       indice

 

 

 

 

 

 

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Le radici delle malattie

 

Grazie all’espansione di coscienza che sta avvenendo in questi ultimi anni, molte persone hanno iniziato a porsi domande sull’origine ed il significato della malattia, da sempre compagna di vita dell’uomo. Questa ricerca è sfociata in numerose teorie, molte delle quali si basano su antiche conoscenze quali la Medicina Tradizionale Cinese, l’Ayurveda, la Fisiognomica. Nella mia esperienza con varie discipline olistiche (senza entrare, in questa sede, in accurati e talvolta complessi sistemi di interpretazione e collegamento dei sintomi) ho riscontrato che spesso, all’origine di un disturbo troviamo un evento o una serie di accadimenti, interpretati dall’individuo in modo conflittuale. Tali eventi hanno la capacità di creare un corto circuito nel sistema energetico della persona (i Meridiani), dando origine ad uno scompenso emotivo, il quale a sua volta si traduce in malattia. L’attuale scienza medica e parte della medicina alternativa si concentrano quasi esclusivamente sui sintomi, riuscendo a volte a provocarne la scomparsa ma impedendo all’individuo la comprensione del messaggio che la malattia porta con sé.

Tale approccio conduce spesso a recidive, alla cronicizzazione del disturbo o addirittura all’insorgenza di sintomi più gravi poiché tralascia la funzione principale della malattia, quella di campanello di allarme che avvisa della mancanza di equilibrio in qualche livello della vita. Ritengo invece che per ottenere una guarigione completa sia necessario andare alla ricerca di quegli eventi, magari apparentemente insignificanti, che hanno determinato un’interruzione nel sistema energetico del corpo limitando il regolare afflusso di energia nei Meridiani. Così come un elettrodomestico smette di funzionare se viene staccata la spina, così anche noi esseri umani subiamo conseguenze anche serie da una ridotta circolazione di energia nel nostro corpo. L’energia che fluisce porta vita e salute, mentre l’energia stagnante è simbolo di decadimento e morte. Si rivela perciò fondamentale individuare e soprattutto neutralizzare gli eventi che hanno dato origine alle manifestazioni di squilibrio quali malattie, fobie, scarsa autostima, convinzioni limitanti. Negli ultimi anni sono nate e si sono diffuse le cosiddette Meridian Energy Therapies, ovvero Terapie Energetiche dei Meridiani.

La più famosa tra esse è senz’altro la EFT (Emotional Freedom Techniques) inventata dall’ingegnere americano Gary Craig. EFT si è rivelata formidabile nel neutralizzare i conflitti che danno origine ai sintomi, tanto che ormai milioni di persone in tutto il mondo la utilizzano con vari livelli di successo. Il suo assunto è semplice: i disturbi sono creati da interruzioni nel flusso energetico del corpo; stimolare i punti sui meridiani mentre si è sintonizzati sul problema permette di riequilibrare il sistema energetico portando allo scioglimento della causa. Seguendo tale scoperta, Craig e migliaia di operatori sono riusciti a risolvere, spesso in tempi sorprendentemente brevi, problemi che vanno dall’ansia alle fobie, dai dolori alle allergie, dai traumi alla scarsa autostima. EFT è ancora in fase di studio e forse alcune delle sue teorie andranno nel tempo ampliate o rivisitate, ma ignorare l’enorme quantità di risultati positivi ed a volte stupefacenti è ormai impossibile. Nella pratica molti operatori hanno osservato che spesso, quando una persona si presenta per liberarsi da un qualche disturbo o dolore, ponendo alcune domande mirate emergono fatti del suo vissuto che in qualche modo sembrano legati alla malattia.

Per questo motivo risulta spesso efficace indirizzare immediatamente EFT a tali eventi ed alle conseguenze emozionali che hanno portato con sé (rabbia, senso di colpa, lutto, rifiuto, etc.), neutralizzandoli. Ciò conduce in genere ad un rapido miglioramento dei sintomi, o addirittura alla loro scomparsa. Una volta risolte le cause emozionali, tali sintomi difficilmente riappaiono. La ripetuta manifestazione di questo fenomeno, ed il fatto che trattando i problemi emozionali i sintomi fisici svaniscono, conferma il legame tra emozioni, mente e corpo.

          C omunque non metto in dubbio l' utilità della EFT, ma nella mia esperienza, quasi decennale della mia TQE ( Terapia Quantistica Emozionale ) le particelle non vengono eliminate, ma vengono mandate nel corpo quantico, per cui possono ritornare a provocare altri sintomi.

         Inoltre il paziente nella EFT è una entità passiva, poichè è sempre lì' operatore che agisce sul corpo malato; a differenza della TQE, dove insegno al paziente cosa ha provocato la malattia, e come agire da se stesso per trasformare le particelle anti-spirituali in energia e luce.

          Comunque l'apporto di più terapie sia sempre ben venuto, specie se hanno il compito di innalzare il grado di consapevolezza di ogni persona, e non agire dall'esterno apportando un beneficio che sarà sempre momentaneo. a prescindere dalla sua durata.

 

Gaetano Conforto                                                                                                                                                      indice

 


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La Legge dell'Attrazione

 

La Legge dell’Attrazione è una delle Leggi che governano l’Universo. E’ una legge immutabile, imparziale, e agisce SEMPRE, a prescindere dal fatto che tu ne sia consapevole o meno.

 

La Legge dell’Attrazione, una volta compresa ed applicata, è la strada per attrarre nella tua vita reale qualsiasi tuo desiderio.

 

La Legge dell’Attrazione afferma:
qualsiasi cosa su cui focalizzi la tua attenzione viene ATTRATTA
nella tua vita e si MANIFESTA nel tuo mondo fisico

 

Con "qualsiasi cosa" intendo sia situazioni, circostanze, opportunità, relazioni... sia oggetti fisici o "modi d'essere", ad esempio ricchezza, salute, ecc ecc.
Chiamiamo questa legge “universale” perché non ha importanza chi sei, dove vivi, qual è il tuo credo religioso, dove sei nato... questa Legge agisce per tutti allo stesso modo. E’ vera come è vera e imparziale la Legge di Gravità.

Per la maggior parte del tempo, noi attraiamo circostanze, situazioni, persone in modo standard ("by default") piuttosto che per scelta deliberata. Passiamo i giorni focalizzati sui problemi da risolvere e sulle cose che non vanno come vorremmo. Facendolo, creiamo altri problemi, altre circostanze che non ci fanno stare bene e che sembrano “sbagliate”.

Ti sei mai chiesto perché ci sono persone che sembrano avere tutto dalla propria parte? Coincidenze fortunate, incontri vantaggiosi, successi, relazioni stupende... eppure non sono diversi da te!  Magari parlano la tua lingua, sono nati a pochi metri da te, hanno la tua stessa età e la tua stessa cultura. E allora come fanno? Qual è la differenza?

 

La differenza è questa: conoscono o comunque usano vantaggiosamente la Legge dell’Attrazione.

 

Sanno che si attrae ciò su cui ci si focalizza. Anziché focalizzarsi su un problema, immaginano e progettano la soluzione. Invece di pensare a come arrivare a fine mese, captano le infinite possibilità di abbondanza e guadagno che la vita propone a tutti noi. Invece di rimarcarsi per la propria solitudine, attraggono coscientemente splendide e soddisfacenti relazioni. E si circondano di persone come loro: cercano una “risonanza” nella mentalità della gente, cercano negli altri lo specchio di ciò che sono loro.

Per questo i ricchi sono amici dei ricchi, non credi? Di cosa credi che parlino? Di come hanno fatto a diventare ricchi, di come mantenersi tali, di altre persone ricche... e attraggono altra abbondanza!

 

Queste persone sono la prova vivente, che hai sotto gli occhi ogni singolo giorno, che la Legge dell’Attrazione funziona sempre e ti mostrano anche come essa agisce. Fornisce loro coincidenze “fortunate”, occasioni, situazioni vantaggiose, che non aspettano altro di essere sfruttate.

Credi di stare leggendo questo articolo per caso? Pensaci bene... perché il “caso” non esiste. Quello che stai vivendo è un evento che hai attratto e manifestato, coscientemente o meno, nella tua vita reale. E’ tutto nato da un pensiero, un desiderio dentro di te che ha attratto e portato a te queste parole. E ora che lo sai, sarai ancora in grado di vivere senza applicare questo concetto?

 

Pensa a te stesso come ad un potentissimo magnete. Non un magnete che “prova” ad attrarre, ma che semplicemente ATTRAE. Non si può non attrarre e non si può non creare: prima diventi consapevole di questo, più in fretta realizzerai i tuoi sogni. E ogni volta che riesci ad attrarre nella tua vita una “coincidenza” fortunata, crei dentro di te un sistema di credenze che ti rende sempre più potente, rapido ed efficace.

 

Ricordati sempre che se pensi alla mancanza di qualche cosa, attrai altra mancanza. Se pensi a qualcosa che ami, attrai altro amore... è incredibilmente semplice, ed è esattamente così, da sempre...

Siamo Creatori molto potenti e possiamo sviluppare e utilizzare questa nostra abilità. Semplicemente, poni attenzione ai tuoi pensieri e ai tuoi desideri. Diventa consapevole dei tuoi pensieri in ogni momento del giorno.
Se noti che la tua mente si focalizza spontaneamente su qualcosa che NON vuoi, intervieni subito, sposta l’attenzione su quello che VUOI e così facendo annullerai la vibrazione negativa che ti porterebbe proprio ciò che vuoi evitare.

Cerca di restare “fermo” nel tuo intento, scegli un desiderio e focalizzati esclusivamente su quello finché non lo avrai ottenuto. Parti da qualcosa di semplice, è più facile, almeno all’inizio, attrarre una circostanza come un posto auto libero davanti al supermercato piuttosto che l’occasione per guadagnare un milione di euro.

Parti piano e a mano a mano che scopri di riuscire ad attrarre ciò che desideri, lascia che la convinzione di poter attrarre TUTTO ciò su cui ti focalizzi si radichi dentro di te.
In tre semplici passi, ecco come sfruttare positivamente e coscientemente la Legge dell’Attrazione:

1. Decidi cosa che vuoi magnetizzare nella tua vita
2. Fai coincidere le tue emozioni con quello che vuoi Manifestare

3. Lascia che l’Universo ti procuri ciò che hai chiesto
(e con questo intendo... ZERO dubbi: devi credere con tutto te stesso che è GIA’ avvenuto.)

Fai pratica quotidiana e ricordati che NON si può non creare: è MOLTO meglio, quindi, farlo consapevolmente!

 

http://www.immaginazionecreativa.it/lawofattraction.html                                                                                                             indice

 

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La ricchezza e la povertà sono solo nella nostra mente……..troviamo il bandolo della matassa….

 

          Quando è stata l’ ultima volta che hai pensato seriamente alle tue priorità, e in quale campo espandi la tua energia? Potresti dire con certezza che sei completamente focalizzato sull’” abbondanza “ e non sulla “ mancanza”? Ossia sui problemi e non sulle soluzioni?

          Non credo che le persone siano nate con una mentalità di abbondanza o di mancanza. Penso che per la maggior parte di noi, le priorità siano il risultato di una  programmazione sottile, inconscia che influenza il nostro approccio verso qualsiasi cosa nella vita. Invece di essere programmate per il successo, la maggior parte delle persone sono programmate ad evitare il fallimento. Io parlo della TQE ( Terapia Quantistica Emozionale www.quantumedicine.com/freereporttqe.html  ) cioè di particelle anti-spirituali il cui contenuto condiziona le nostre scelte e comportamenti, anche nel campo economico, nella nostra gestione dei soldi, e quindi nella nostra ricchezza e prosperità.


          Questa programmazione controlla il modo con cui reagiamo alle innumerevoli situazioni della vita quotidiana. E il modo con cui reagiamo a queste, rivela il tipo di programmazione che ci portiamo dietro.,


          Esistono intorno a noi molti segnali di avvertimento che ci fanno notare come siamo programmati alla mancanza o alla mentalità di povertà, ma non sono affatto utili se non apriamo gli occhi e cominciamo ad individuarli.

 

         Come i segnali stradali e i limiti di velocità, questi segnali di avvertimento, messi per il nostro beneficio,  ci aiutano ad innalzare la consapevolezza della nostra programmazione.

          Tre di questi segnali di avvertimento sono i seguenti:

 

1° segnale:

la costante attenzione del pensiero sui soldi e su ciò che rappresentano per noi.

Quando pensi ai soldi, la tua attenzione è posta su quanti te ne mancano, o su quanto puoi realizzarne? Hai mai pensato perché dai priorità al volere realizzare soldi?

          La maggior parte della gente povera impiega il suo tempo a pensare ai soldi ( o meglio alla loro mancanza). Quando ero più giovane e al verde, ponevo la mia attenzione sui soldi, e quindi su ciò che non potevo avere e non potevo ottenere. Inoltre ero molto geloso delle persone che li avevano.

 

2° segnale:  

“ Odio le persone ricche !”. Essere gelosi di tutto ciò che gli altri hanno, presto  si trasforma in odio, perchè le persone ricche possono avere tutto ciò che noi desideriamo – belle case, macchine spettacolari, abiti costosi. A questo punto cominciano i problemi, perché più odiamo le persone ricche e più cerchiamo di lavorare sodo per diventarlo! Ciò porta alla formazione di un conflitto interiore, senza che ce ne accorgiamo.

Si finisce per avvicinarsi al successo e dopo crolliamo sabotandoci ogni volta che lo stiamo per raggiungere. Pensiamo di essere programmati per il successo, invece in realtà siamo programmati per la povertà!

3° segnale:

          Prendere decisioni basate sulla paura.

Prendere decisioni basate sulla paura o sulla perdita non condurrà mai verso la prosperità. In effetti, le decisioni basate sulla paura ci privano del senso di felicità e di gioia di cui è fatto il successo, e inoltre alterano il nostro comportamento.

          Hai mai avete visto qualcuno soffrire più per la perdita di 10 euro che gioire per il guadagno di 100? Avete mai visto qualcuno cercare un posteggio per 10 minuti evitando di fare una passeggiata di un minuto per arrivare al supermercato?

         Questi comportamenti sono basati sulla paura, e non sulla prosperità. Le decisioni vengono prese per evitare un possibile esito negativo, e non per ricavarne dei possibili benefici!

Questo comportamento è frequente quando propongo i miei seminari: le persone non pensano al beneficio che ricaveranno dal fare il seminario, ma dalla perdita di denaro dovuta alle spese per farlo! Ciò è assurdo, ma vero!

          Come facciamo a sapere che tipo di programmazione abbiamo? Se veramente vuoi sapere se hai una programmazione di prosperità o di mancanza, osserva le risposte che hai dato alle situazioni precedenti. Ti sembrano familiari?

          Se hai preso decisioni – particolarmente nel campo dei soldi, o della carriera – basate sul modello “ evitare la paura “ hai una programmazione di povertà. Se le tue decisioni sono basate sul modello positivo “ andare avanti verso la prosperità “, allora hai una programmazione di successo.

Cosa fare se nel test hai una programmazione di povertà?
          Lo stai già facendo.  Innalza la consapevolezza della tua programmazione e riconoscila per quella che è. Di particolare importanza è modulare e regolare le influenze che riceviamo dai programmi televisivi, dai film, telenovele…..dai libri che leggiamo, ecc…

          Bisogna applicare i principi della mentalità di prosperità, sebbene sarà molto difficile trovare qualcuno che ha avuto un maggiore grado di cambiamento di programmazione: ciò accade soltanto perchè vogliamo confrontare le nostre debolezze, e scoprire ed eliminare la mentalità insidiosa di povertà che abbiamo, sostituendola con la programmazione positiva.

Bisogna essere continuamente vigilanti, attenti su ciò che guardiamo e ascoltiamo, e anche sulle persone che frequentiamo!

          Più facciamo esperienza del successo e della prosperità, e più cominceremo a capire come hanno poco a che fare con le opportunità, le chances, o la fortuna – o perfino con l’educazione e le capacità personali. Tutto ha a che fare con la coscienza, le convinzioni e persino con le programmazioni subconcie si cui non siamo consapevoli.

          Io tratto queste programmazioni con la mia Terapia Quantistica Emozionale ( vedi il link www.quantumedicine.com/freereporttqe.html ).

Infatti la povertà non è assenza di soldi o di cose – ma è una mentalità

La prosperità non è abbondanza di soldi o di cose – è anche essa una mentalità.

          Quando ho cominciato a studiare le leggi che governano la prosperità, ho dovuto uscire fuori dalla mia zona di conforto, affrontare le paure, ed esaminare veramente il mio sistema di convinzioni, e quindi le mie particelle emozionali che mi boicottavano. E’ stato un lavoro difficile, e spesso lo è, ma i risultati valgono la pena anche se dobbiamo passare dei momenti di sconforto.           

          Condivido questi concetti con te, nella speranza che anche tu avrai i miei stessi benefici. Desidero che tu sia in forma, felice e ricco!!!



Gaetano Conforto

          Ti ricordo che sono in vendita i miei seminari sia sul Successo Economico che sul rapporto ricchezza e spiritualità, per fare soldi e non rimanerne mai senza…….ma anzi sviluppare la mentalità di prosperità. Sino al 10 ottobre sono scontati, poi avranno prezzo pieno.

Vai al link www.quantumedicine.com/nuovofile49.html                                                                                                    indice


 

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Le due distanze della paura

 

          Nei disturbi d'ansia potrebbe intervenire troppo presto il meccanismo che sposta il controllo della paura dal primo al secondo dei due circuiti coinvolti 

 

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, dice un vecchio proverbio riferendosi all'amore. Ma qualcosa di simile vale anche per la paura. Come tutti ben sappiamo per esperienza, quanto più un pericolo ci appare spazialmente lontano, tanto meno ne siamo intimoriti, anche se è "a portata di vista". Alcuni ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging presso l'University College di Londra hanno ora studiato come il nostro cervello gestisca la risposta a una possibile sfida in funzione della distanza, scoprendo che non è un solo circuito cerebrale a controllare la paura e la risposta al pericolo che essa detta, ma due, e ben distinti.

Per farlo, i ricercatori hanno creato un videogioco simile al vecchio Pac Man, in cui i volontari che hanno partecipato alla ricerca dovevano percorrere un labirinto, cercando di evitare un predatore virtuale. Se venivano divorati, subivano una moderata scossa elettrica. In tutto il corso della prova la loro attività cerebrale veniva monitorata attraverso la risonanza magnetica funzionale.

I ricercatori hanno così osservato che quando il predatore virtuale era a distanza si manifestava una certa attività nella corteccia prefrontale ventromediale, che cresceva con il suo avvicinarsi in parallelo allo stato di ansia; questa area è nota per essere coinvolta anche nella gestione di comportamenti strategici, in questo caso volti a rispondere e controllare la minaccia.

Quando però il predatore superava un certo limite e si avvicinava ulteriormente, i picchi di attività cerebrale si spostavano rapidamente verso una regione responsabile di comportamenti più "antichi", nella regione del grigio periacqueduttale del mesencefalo, un'area associata a meccanismi di risposta rapida necessari per la sopravvivenza, come la fuga, il combattimento o un immobilizzamento del corpo, ma anche al rilascio di endorfine, utili per preparare il corpo a reagire al dolore.

"La strategia di sopravvivenza più efficiente dipende dal livello della sfida percepita. È del tutto sensato che in certe situazioni sia sufficiente fare attenzione alla fonte del pericolo, mentre altre volte si debba reagire con la massima rapidità. Quanto più la sfida è vicina, tanto più bisogna agire rapidamente" nota Dean Mobbs, che ha diretto la ricerca e firmato un articolo in merito pubblicato sull'ultimo numero di "Science".

Mobbs ritiene che nei disturbi d'ansia e negli attacchi di panico sia coinvolto proprio un difetto del meccanismo che consente lo spostamento della gestione della sfida dall'area prefrontale a quella periacqueduttale: "Se i nostri meccanismi di difesa funzionano male, si può arrivare a una sopravvalutazione del rischio, con un aumento dell'ansia e, in casi estremi, con lo scatenamento del panico."

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Le_due_distanze_della_paura/1311246

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