1) Spiritualità e Immagine 2) Creazione Inconsapevole 3) La persistenza come chiave del successo
4) Il cervello "come un lettore Mp3" 5)Il primo figlio? E' il più intelligente
"Sa
organizzare meglio il pensiero"
La personalità umana è essenzialmente
"proiettiva". Quello che siamo, pensiamo, sentiamo o crediamo, in un
modo o in un altro si "proietta" in quello che facciamo. Non è facile
che il nostro Io segreto possa essere nascosto a lungo. Presto o tardi si
manifesta nelle nostre parole o nei nostri atteggiamenti, come nei nostri
silenzi. E' impossibile che il nostro vivere quotidiano non riveli le nostre
credenze. Sebbene sia vero che "l'abito non fa il monaco", il monaco
è solito portare l'abito dell'ordine al quale si associa. La gente, di
conseguenza, ci identifica con l'immagine che diamo, volontariamente o
involontariamente. In quest'epoca in cui si dà tanta importanza all'immagine
pubblicitaria o politica - perché vende, perché influenza positivamente o
negativamente lo spettatore, l'elettore o il cliente - bisogna ammettere che
esiste un'immagine anche nell'ambito della spiritualità. A seconda di ciò che
gli altri vedono in noi, nel nostro comportamento, quando ci osservano, la stessa
idea di spiritualità varierà di conseguenza. Per alcuni curare la propria
immagine è mettersi una maschera, secondo le occasioni e le convenienze, in una
sorta di carnevale personale e discontinuo, come se la loro preoccupazione per
l'immagine superasse la realtà che vivono.
Senza dubbio l'importante è la sostanza. L'Amore, che è alla
base di ogni espressione di spiritualità, ci "plasma" a sua immagine
e, coltivandolo dentro di noi, saremo inevitabilmente segnati dalla sua
presenza da riflettere la sua immagine attraverso la nostra. Se non riflettiamo
Amore è perché non lo contempliamo, e se lo riflettiamo male è perché non lo
contempliamo come si deve. Come specchi deformanti rendiamo distorta in una
caricatura grottesca l'immagine che riceviamo. Il normale processo che l'Amore
vuole realizzare nella nostra vita prevede che riflettiamo i suoi caratteri in
modo sempre più nitido. Posto che ci trasformiamo in quello che contempliamo,
in definitiva ciò che veramente cambia non è la nostra immagine ma la nostra
realtà. Per questo, invece di camuffarci, sarebbe più opportuno lasciarsi
trasformare nel nostro essere più profondo. Infatti, molte persone vivono la
loro spiritualità come se facessero parte di un Club. Il loro legame di soci si
limita ad incontri distaccati o riunioni settimanali, quasi fossero tifosi di
una squadra di calcio. Anche Gesù potrebbe trovare in ogni città tanti
affiliati quanti ne hanno certi Club, ma una relazione simile non basterebbe.
Il membro del club deve portare un distintivo, alzare una
bandiera o frequentare un locale per dimostrare la sua affiliazione. La
relazione tra chi vive veramente un'esperienza spirituale e lo Spirito stesso è
invece, in un certo senso, comparabile a quella che esiste tra la lampadina e
la corrente elettrica: quando si stabilisce il giusto contatto, la luce brilla
automaticamente. Una delle maggiori necessità dell'essere umano consiste nello
scoprire l'infinito valore della propria vita e di quella altrui, le infinite
possibilità esistenti in ogni uomo e donna quando vengono trattati con
sufficiente rispetto e amore. A tutti noi manca qualcuno che ci aiuti a vederci
come siamo, e soprattutto come possiamo diventare, qualcuno che ci dia forza di
accettarci quali siamo e, cosa assai difficile, ci dia la forza di cambiare a
tal punto da accettare gli altri per quello che sono, fino ad aiutarli nella
loro realizzazione. Questa forza, capace di vincere la barriera dei timori e
della perplessità, è l'unica che può restituire all'uomo il senso e
l'entusiasmo per i valori come il buono ed il nobile.
In questo mondo dove sembra regnare la disperazione e la
rovina, chi vive una concreta spiritualità non può cavarsela alzando le spalle
e disinteressandosi della gente. Egli sa bene che nessun essere vivente è
destinato al nulla. Ogni essere umano è candidato alla vita eterna, quale che
sia il suo punto di partenza. Per questa ragione, chiunque presti veramente
attenzione alle indicazioni dello Spirito, a quella "voce interiore"
che instancabilmente parla ai nostri cuori, si impegna realmente anche in
questa vita. Incontrare lo Spirito significa passare all'azione. Seguire le sue
indicazioni è molto più che simpatizzare per un'ideologia: significa prendere
una posizione nella vita. Se ci costa molto mettere a disposizione il nostro
denaro, il nostro tempo oppure la nostra fede, è segno che abbiamo un urgente
bisogno di un incontro che ci apra gli occhi ai veri valori e alle necessità
umane più essenziali, ovvero alle nostre reali esigenze. La nostra relazione
con lo Spirito ci contagia e ci spinge alla solidarietà: quello che siamo e che
abbiamo verrà messo al servizio del bene e la nostra vita acquisirà una forza
irresistibile.
Questo nuovo atteggiamento verso la vita presuppone, tra le
altre cose, il fatto di condividere fraternamente quello che abbiamo in un
mondo che, al contrario, spinge l'uomo verso un egoismo insaziabile; il
preferire la sensibilità verso i bisogni altrui, invece di un consumismo
individualista; il prendere posizione di fronte all'ingiustizia e lo sforzarsi
non solo di alleviare le sofferenze, ma soprattutto di eliminarne le cause. Del
resto, indipendentemente dalla fede religiosa o dal credo seguito, non possiamo
esimerci dal riconoscere che quella stessa "voce interiore", ci
propone un ideale basato sul servizio, in opposizione all'idolatria del potere
economico e della scalata sociale; un ideale di generosità di fronte alla
manipolazione o strumentalizzazione dell'altro, quale oggetto del nostro egoismo;
una presa di posizione nella quale le nostre differenze e peculiarità non ci
impediscano di accettare gli altri nella loro specificità; una filosofia di
vita che ci permetta di vivere come fratelli in una società nello stesso tempo
intollerante e gregaria, dove sempre di più risulta difficile convivere,
rispettarsi ed apprezzarsi.
E' per questo che seguire le indicazioni dello Spirito
significa desistere alla tentazione tipicamente "religiosa" di
isolarsi dalla gente, accettando di essere il sale della terra, luce del mondo,
vivendo nella più estesa solidarietà.
http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=769
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La prima volta che ho sentito dire "tutto quello che
sperimenti nella vita è creato, attratto e reso possibile da te" ho
creduto di essere davanti ad una affermazione senza senso.
In quel periodo lavoravo lontano da casa, non vedevo mai gli amici, ero spesso
stanco e annoiato ed ero lontano dalla ragazza che avevo nel cuore, che non
voleva neppure più avere a che fare con me. Sentendo questa affermazione, mi
sono detto: "Sarei un pazzo se avessi volutamente attratto questa
situazione del nella mia vita! E' proprio quello che NON voglio!"
Lo stesso è certamente capitato a te, non è vero? Magari fai
un lavoro che non ti piace e continui a chiederti come ci sei finito dentro...
magari non vivi la situazione economica che desideri... oppure hai perso i
contatti con una persona cara senza neppure sapere il motivo, o forse stenti ad
instaurare relazioni soddisfacenti. Chiariamo subito una cosa: io non sto
dicendo che le persone attraggano volutamente situazioni dolorose o comunque
difficili nelle proprie vite.
Ma ciò non toglie che sei tu il responsabile di quello che sperimenti nel
mondo fisico (...e chi se no? )
Perché, quindi, le persone generalmente si trovano a vivere
situazioni che avrebbero preferito evitare? Col tempo ho capito che le risposte
a questa domanda sono fondamentalmente due.
1) Sono focalizzati su quello che NON vogliono, o che
vogliono evitare. Ho sentito decine di persone dire "non voglio stare da
solo!" oppure "speriamo che non mi capiti di trovarmi senza
soldi!", e via dicendo. Questo è il primo errore che porta ad attrarre
esattamente quello che NON vuoi, invece di quello che vuoi. Devi focalizzarti
su quello che realmente desideri con tutto il tuo essere: parole, immagini
mentali e sensazioni.
2) Creano continuamente la propria realtà (infatti è
impossibile non creare) ma lo fanno INCONSAPEVOLMENTE. Parliamo in questo caso
di "creazione di default".
Il pensiero che ci dà sofferenza è il prodotto automatico
della tensione registrata nella nostra memoria. Quando viviamo un
"trauma" di qualche tipo, che sia una perdita, paura, insuccesso,
dolore fisico, insicurezza... la tensione che deriva da questo trauma rimane
impressa nella nostra memoria, anche molto a lungo. Come processo di
"scarica", successivamente, la mente genera automaticamente pensieri
che ci causano dolore.
Come faccio ad identificare un pensiero di questo tipo?
Posso fare sostanzialmente due cose: osservo le emozioni che questo mi provoca
e come reagisco ad esse, oppure osservo il mio corpo. Tensione, ansia, stress,
sono tutti segni che abbiamo appena partorito un pensiero "di
quelli".
Infatti, pensare al tuo partner che una settimana fa è
partito per le Maldive con un altro uomo o un'altra donna, passando da casa tua
a prendersi il costume e le pinne, non è certo un pensiero che ti mette
allegria addosso! :-) Eppure, riesci a non pensarci? Più ci provi e più ti
ritorna in mente, più noioso di un moscone!
Il pensiero che produce sofferenza è involontario e crea
emozioni negative
Le emozioni negative attraggono nel mondo fisico esattamente
cosa rappresentanto: negatività. Se quindi un pensiero ti fa sentire triste,
stai mettendo in moto un processo creativo che porterà altra tristezza nella
tua vita. Lo stesso vale per rancore, gelosia, rabbia, dolore, mancanza, ecc.
ecc.
Ecco quindi cosa significa CREARE INCONSAPEVOLMENTE:
TRAUMA PASSATO >>> PENSIERO NEGATIVO
INVOLONTARIO >>> EMOZIONE NEGATIVA >>> LEGGE DELL'ATTRAZIONE
IN AZIONE >>> MANIFESTAZIONE DI
ESPERIENZE CHE NON VUOI!
Ti è più chiaro, adesso, perché la tua vita non è
esattamente come la vorresti? Ogni qual volta hai lasciato correre questo
processo, senza interromperlo, hai attratto nella tua vita (inconsapevolmente)
quello che NON volevi!
Veniamo alle buone notizie :
La PRIMA cosa che devi imparare a fare è MONITORARE I
TUOI PENSIERI. Ogni volta che ti senti "male", e con questo
intendo ansioso, arrabbiato, rancoroso, triste, deluso, annoiato... chiediti:
"Quale pensiero ha generato questo stato d'animo?" Identifica il
pensiero scatenante l'emozione negativa e poi fatti quest'altra domanda:
"Qual'è la cosa MIGLIORE che riesco a pensare ora rispetto a questa situazione,
quella che mi fa sentire meglio?" Genera il nuovo pensiero (questa volta
POSITIVO e CONSAPEVOLE) e poi senti le belle emozioni che esso ti provoca!
Questo processo deve diventare AUTOMATICO: prima ti abitui a
seguirlo, più in fretta la tua vita migliorerà sotto ogni punto di vista.
Se fai
così, interromperai il processo di creazione inconsapevole e inizierai ad
attrarre quello che veramente VUOI!
Ricordati quindi, da oggi in poi, di prestare attenzione
alle tue emozioni, e di monitorare i pensieri che ne generano di negative.
Intervieni subito, sposta il tuo focus sulla cosa più bella e piacevole che
riesci a pensare. Questo migliorerà istantaneamente il tuo umore, ti eviterà
una marea di inutili e dannose "pippe mentali" e soprattutto metterà
in moto la Legge dell'Attrazione IN MODO VANTAGGIOSO!
Termino questo articolo ricordandoti un punto molto
importante. Sappi che noi non siamo solo CREATORI della nostra realtà, ma siamo
anche CO-CREATORI. Cosa significa? Significa che è vero che i tuoi pensieri
determinano cosa attrai nella tua vita, ma alcune circostanze sono attratte
dalla coscienza "collettiva": cioè quell'insieme di pensieri,
immagini e credenze comuni a molte persone. Ci sono alcuni casi in cui parliamo
di milioni di persone, che creano una situazione particolare che coinvolge
tutti gli altri.
Ora che sai questo, puoi fare due considerazioni: prima di
tutti impegnati sempre a creare la migliore realtà possibile. Ricordati che
anche tu fai parte della coscienza collettiva, quindi un tuo pensiero positivo
influenzerà positivamente tutti gli altri. Inoltre, sappi che a volte non
sperimenti quello che vuoi perché "dall'altra parte" c'è un'altra
persona, o gruppi di persone, che hanno desideri diversi dai tuoi e Manifestano
quelli. L'idea che mi sono fatto, in questi casi, è che l'Universo
"scelga" da sè la miglior soluzione possibile per tutte le parti
coinvolte: per questo devi sempre accettare gli avvenimenti per quello che
sono: una rappresentazione della perfezione dell'Universo. Lo scopo della
Creazione Consapevole non è quello di vivere egoisticamente nell'ottica del
miglior profitto personale, ma è quello di esplorare e sperimentare a fondo
ogni situazione che creiamo o co-creiamo nella nostra vita, praticando SEMPRE
l'accettazione e l'apprezzamento per qualsiasi cosa, situazione o persona ci
circondi.
http://www.immaginazionecreativa.it/creationbydefault.html
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La
persistenza come chiave del successo
Probabilmente
hai sentito spesso storie di persone che hanno abbandonato i loro sforzi
proprio qualche passo prima di raggiungere il loro obiettivo.E qualcuno in
seguito ha ripreso i loro sforzi per arrivare al risultato finale, partendo
proprio dai risultati iniziali ottenuti dall’impegno di chi ha abbandonato.
Il segreto dei milionari
Una
ricerca effettuata sugli uomini più ricchi d’ America ha messo in luce il fatto
che in media, questi milionari avevano intrapreso una media di 17 attività
prima di riuscire in quella (o quelle) che li ha resi ricchi.
Quanto serve la determinazione?
Essere persistenti e determinati è una delle qualità
vincenti di un imprenditore o di un professionista.Ma fino a quanto si deve
essere determinati a raggiungere un obiettivo ?
L'Esempio di Thomas Edison
Thomas Alva Edison, l’inventore della lampadina ad
incandescenza ha sperimentato qualcosa come tremila materiali differenti prima
di arrivare a trovare il materiale giusto che permettesse la massima durata ed
efficienza del filamento che è alla base della lampadina.
Che cosa sarebbe accaduto se si fosse fermato al tentativo
numero 2999? Probabilmente qualcuno al posto suo in un secondo tempo avrebbe
ripreso i suoi esperimenti e sarebbe arrivato a trovare il materiale giusto. E
quest’ultimo si sarebbe preso tutta la gloria dell’invenzione insieme ai
benefici economici.
Trasformare i fallimenti in risultati
Alla domanda su come avesse fatto a essere così determinato
nel ritentare, volta dopo volta, pare che Edison fosse solito rispondere “non
ho sbagliato materiale, ho solo trovato un altro modo per non fare la
lampadina”
Come usare questo tipo di determinazione nella propria
attività?
Sperimentare: provare e riprovare fino a quando si trova
quello che funziona quello che non funziona. Non c’è modo di stabilire a priori
se una strategia di marketing, un nuovo prodotto o servizio, una campagna
pubblicitaria,funzioni o no, l’unica cosa certa è che se non si prova (e se non
si misurano i risultati), si rimane nel regno delle idee e delle buone
intenzioni.
Ma, fino a che punto insistere?
Immagina di essere ad un metro dal tuo obiettivo e ti manca
solo un solo piccolo sforzo per realizzarlo…ti fermeresti?
Non sto affermando che è necessario avere una persistenza
cieca, ma che analizzare, sperimentare, testare, misurare i risultati serve a
distinguere quello che ha contribuito al successo da ciò che invece non è stato
efficace, separando in maniera scientifica quello che ha prodotto risultati da
quello che ha avuto scarsa efficacia.
Introducendo sistemi di misurazione in ogni area della
propria attività, dal marketing alle vendite, è possibile discriminare
precisamente quello che è stato efficace e quello che ha ottenuto risultati
scarsi.
La prossima volta che stai per abbandonane un obiettivo,
fatti la domanda: “ E se mancasse solo un passo a raggiungerlo,….abbandonerei?”
E, come disse Winston Churchill: ”Never give up never give up never give
up!”
http://www.businessdoctor.it/Articoli-di-Marketing/Strategia/La-persistenza-come-chiave-del-successo.html
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Il cervello "come un lettore Mp3"
così vede e ricostruisce le immagini
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La Repubblica, 22 Giugno 2007 Indice